“Chissà cosa si verificherà domenica 13 dicembre con l’entrata in vigore dei nuovi orari ferroviari per i sessantamila pendolari giornalieri e per gli 11 milioni di viaggiatori che annualmente si muovono in Sicilia”. Con queste parole Giosuè Malaponti, presidente del Comitato pendolari siciliani, mostra il suo scetticismo sul futuro del trasporto su rotaie nell’Isola.

Il nuovo orario prevede la conferma dei 14 collegamenti ferroviari tra Catania e Palermo con le seguenti modifiche: il treno 3801 Catania-Palermo verrà anticipato alle 5.03, anziché 5.28, e arriverà a Palermo alle 7.56; il treno 3800 Palermo-Catania verrà anticipato alle 5.00, anziché 5.26, e arriverà a Catania alle 7.50. Inoltre il treno 3810 verrà prolungato fino a Siracusa con partenza alle 17.36 da Palermo e arrivo a Siracusa alle 21.40. con fermate a Termini Imerese, Caltanissetta Xirbi, Enna, Catania Centrale, Lentini, Augusta, Siracusa. E il il treno 3868 partirà da Siracusa alle 6.05 e arriverà a Palermo alle 10.29 con fermate a Priolo-Melilli, Augusta, Lentini, Catania Centrale, Enna, Caltanissetta Xirbi, Termini Imerese, Palermo Centrale. Tutti i treni da e per Palermo avranno la coincidenza con i treni da e per Siracusa alla stazione di Catania centrale.

Cambiamenti che non piacciono al comitato dei pendolari. Malaponti denuncia, infatti, che nel corso dell’ultimo incontro, tenuto a maggio, con l’allora assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pizzo, “è stata presentata la bozza di aprile articolata con gli orari e gli inserimenti di diverse coppie di treni veloci, in quasi tutte le tratte ferroviarie siciliane. Abbiamo fatto notare che l’inserimento dei cosiddetti treni veloci andavano a cozzare e quindi a stravolgere molti treni affetti da ‘pendolarismo’ già acclarati e consolidati da almeno 10 anni. A questa proposta, abbiamo immediatamente detto di no, perché avrebbe scombinato ritmi lavorativi e di mobilità di migliaia di pendolari. Sempre in quell’occasione abbiamo chiesto, visto il cambiamento che voleva l’assessorato regionale ai trasporti con l’istituzione dei treni veloci sulle principali direttrici ferroviarie, di non toccare, lasciando invariate, le tracce orarie dei treni nelle fasce di maggior flusso di pendolarismo, cioè: 06.00-09.00, 13.00-15.00 e 18.00-21.00. I cosidetti treni veloci, eventualmente, potevano essere inserirti in altri orari ed in fase sperimentale. Anche in questa occasione non ci hanno prospettato nulla sul contratto di servizio per il trasporto ferroviario”.

Secondo il comitato, infatti, i rappresentati dei pendolari sono stati gradualmente messi ai margini anche del percorso di definizione dell’attesissimo contratto di servizio tra Tenitalia e la Regione Siciliana: “Ci teniamo a precisare che i comitati dei pendolari in Sicilia non hanno mai preso parte ai tavoli regionali sul Contratto di Servizio a differenza delle altre Regioni che hanno pianificato i vari contratti di trasporto con i pendolari e i comitati. Inoltre, l’aspetto che desideriamo evidenziare è che tra tutte le pagine del contratto di servizio per il trasporto ferroviario siciliano non vi è una sola volta scritto la parola pendolare”.

Anche con Giovanni Pistorio, il quarto assessore regionale ai trasporti dell’era Crocetta, la musica, secondo i pendolari, non sembra essere cambiata: Abbiamo appreso dalla stampa che Giovanni Pistorio, ci avrebbe incontrato lunedì 30 novembre ma l’invito era solamente giornalistico, perché non abbiamo ricevuto nessun invito per un incontro ufficiale con l’assessore”.