L’Assemblea regionale siciliana ha approvato il ddl che garantisce la copertura per il pagamento degli stipendi ai lavoratori precari del bacino degli ex Pip.

E’ l’unico risultato al quale si è pervenuti ed aera anche uno dei due risultati che fino a 48 ore fa non era neanche nel mirino della giunta, uno dei due disegni di legge che sono arrivati in aula in fretta e furia.

La copertura ad un ‘pezzetto’ degli stipendi dei precari di Palermo è arrivata raschiando il fondo del barile che si chiama bilancio 2014 ma i soldi non potranno arrivare se prima non si approverà il bilancio di previsione 2015 o almeno l’esercizio provvisorio.

Si perché senza alcuno strumento finanziario dalla mezzanotte la Sicilia non potrà spendere più neanche un euro per nessun motivo.

Slitta, infatti, al 2015 l’approvazione delle norme sull’esercizio provvisorio, sul mutuo e sulla proroga dei precari degli enti locali, i circa 20 mila che operano nei comuni. Anche loro, formalmente, da mezzanotte sono disoccupati, almeno la stragrande maggioranza.

Che se ne è fatto dell’urgenza? Cosa è accaduto dell’esigenza di approvare tutto entro la fine dell’anno o sarebbero state tragedie? Tutto è finito in secondo piano rispetto alle liti, alle difficoltà di trovare un accordo ma soprattutto di fronte alla difficoltà di tanti di accettare un bilancio che, ancora una volta, non si regge in piedi.

Le conseguenza potrebbero essere veramente catastrofiche, ma certamente una soluzione sul filo di lana, che fa a pugni con i principi di legge ma che può essere sostenuta brandendo qualche altra norma si troverà.

Per quanto riguarda il bilancio non è la prima volta che la Regione si trova in questa condizione. Non certo per la difficoltà dei conti. l riferimento è al ritardo nell’approvazione. L’esercizio provvisorio potrà essere varato entro i primi 10/12 giorni dell’anno probabilmente senza che Roma si accorga della violazione di legge. Ci sarà la spesa bloccata e questo non dispiace a Crocetta e Baccei. Bisognerà, comunque, fare presto e a fine mese non si potranno pagare neanche gli stipendi e lì sarebbero problemi seri. Ma le conseguenze di questo ritardo ce le porteremo intanto con tempi ancor più risicati per giungere all’approvazione del bilancio, quello vero, e poi con tutte i ritardi che si accumuleranno per tutto il mondo che ruota intorno alla Regione.

Ma le vere conseguenze rischiano di pagarle i precari dei Comuni. Se la loro legge dovesse essere approvata dopo l’esercizio provvisorio, nella seconda metà di gennaio, come si paventa, c’è il rischio concreto che i sindaci, volenti o nolenti, mandino tutti a casa senza appello. La legge nazionale non solo glielo permette ma quasi li obbliga a farlo e recuperarli dopo potrebbe essere difficile e rischioso. Insomma qualcuno potrebbe anche pensare a danno erariale, violazioni di legge e così via.

Insomma mesi e mesi di battaglie, polemiche, assessori che vanno e che vengono, vertici di maggioranza, 4 giunte sull’argomento, lunghi confronti in conferenza dei capigruppo. tutto finito, ieri, in un’aula durata appena un’ora e che ha deciso di salvare qualcuno (il salvabile in questa condizione) e rinviare di nuovo tutto.

D’altronde a guardare questo bilancio la parola d’ordine sembra essere questa: rinvio. Prendiamo tempo e vedremo che cosa succederà