Tanto rumore per nulla! Ma quali elezioni anticipate. i numeri non ci sono e non ci saranno. Troppi deputati consci di essere all’ultima legislatura, all’ultima spiaggia della propria politica, per lasciarsi scappare anche uno scampolo di legislatura, figurarsi oltre due anni di stipendio.

A cinque giorni dalla direzione del Pd al termine della quale le elezioni anticipate sembrano un percorso obbligato, le acque si sono calmate e, poco a poco, tutto sembra destinato a tornare nella normalità. La normalità crocettiana, naturalmente.

Così, in attesa,  dell’assemblea del Pd,  c’è già chi sta facendo i propri conti e prepara un bel rimpasto di assessori che potrebbe portare il numero complessivo di ricoprenti l’incarico durante la presidenza crocetta dagli attuali 36 almeno a 42 se non a 48.

Nei corridoi di palazzo impazza già il toto assessori rinfocolato dalla vicenda sanità. Proprio mentre il presidente della Regione annunciava: “48 ore per il nome del nuovo assessore”, la riunione della Commissione nel corso della quale Crocetta ha aperto alla conferme dei contratti per cinquemila precari, alla modifica del piano di riassetto ospedaliero e così via, ha cambiato le carte in tavola.

Si perché l’apertura improvvisa del Presidente della Regione al dialogo ha convinto i deputati, a partire dal presidente Pippo Digiacomo, a chiedergli di restare per completare il percorso delle riforme. Insomma, per assurdo, in sanità Crocetta sembra essere diventato l’uomo della politica condivisa.

Un atteggiamento certamente ragionato che è servito a rimettere in riga un poco di deputati. Inevitabili attacchi e strumentalizzazioni sul prolungamento dell’interim alla sanità. Ma forse proprio per spegnere le polemiche in vista dell’assemblea del prossimo fine settimana gli uomini (e le donne) di Crocetta si lasciano andare a commenti pubblici che alimentano il chiacchiericcio.

E sembra che l’assessore alla sanità alla fine arriverà ma non prima di fine mese o già di lì. In pole position ci sono proprio due Pd pronti a confrontarsi all’arma bianca: Pippo Digiacomo (proprio lui) e Baldo Gucciardi. Nessuno conferma, naturalmente. Ma da area Pdr /Megafono in arrivo ci sarebbe la contromossa in perfetto stile crocettiano: Vania Contrafatto. La magistrato che all’Energia sembra aver raccolto solo critiche e liti con i sindaci potrebbe essere ‘promossa’ nel delicato settore salute ma solo dopo che Crocetta avrà messo a posto tutte le sue pedine.

Per la politica crocettiana il nome è perfetto. Esponente Pd in quota Faraone nominata in difformità alle eventuali indicazioni Pd mettendo i renziani in difficoltà. Le soluzioni sarebbero solo due: accettare la nomina o mollare l’amica ex Pm. Un bel dilemma!

Dalle scelte operate in sanità dipenderanno molte altre cose. Crocetta vorrebbe approfittare della situazione per liberarsi di un assessore per lui scomodo. Si tratta di Giovanni Pizzo, tecnico in quota Udc. I due non si sono mai ‘presi’ a pelle ed il rapporto Crocetta / Udc in realtà non è mai stato facile. Il governatore si è ‘fatto piacere’ Giovanni Pistorio ma anche Pizzo no.

In area Pd si vuol cambiare tutto, però, e se si andrà al rimpasto gli assessori devono essere politici. Quindi stop a Bruno Caruso, Sebastiano Purpura, Cleo Li Calzi e alla stessa Vania Contrafatto ma togliendo il coperchio sono troppi gli ‘assessori in pectore’. Circolano nomi probabili ma anche meno probabili: Antonello Cracolici e Pippo Laccoto ad esempio. Dentro Sicilia democratica si vive un piccolo ‘dramma’ visto che mettere un assessore politico sopratutto all’agricoltura sarebbe un bel colpo. ma come si sostituisce la Barresi appena insediata?

Insomma pronti a fare di tutto per non andare al voto, ma sul rimpasto le idee restano poche e molto confuse