“Allah è grande, ma l’Isis lo è di più”: è il testo di uno degli sms contenuti nel telefono cellulare di un siriano fermato nei giorni scorsi a Ragusa perché sospettato di terrorismo. L’extracomunitario ha 20 anni e stamani è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia davanti al Gip del Tribunale di Catania, Daniela Monaco Crea.

La polizia Postale di Catania ha analizzato il telefonino del giovane e dell’inchiesta, coordinata dalla Dda etnea, con il procuratore facente funzione Michelangelo Patanè e l’aggiunto Carmelo Zuccaro, fanno parte contenuti video ed immagini ritrovati nel cellulare dell’indagato sbarcato a Pozzallo lo scorso 4 dicembre.

L’interrogatorio di garanzia si è svolto alla presenza del legale dell’indagato e del procuratore Carmelo Zuccaro.

E’ una vicenda che risale a dieci giorni fa, frutto di un’operazione di controllo del territorio che ha funzionato: è un lavoro che per noi non ammette sosta. I dettagli saranno illustrati dall’autorità giudiziaria locale”, ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nel corso di una conferenza stampa presso il comando provinciale di Roma della Guardia di finanza, commentando la vicenda.

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