Un taglio lineare del 5% su tutte le voci del prossimo bilancio siciliano. E’ il rischio concreto, indicato dal presidente della Commissione finanze dell’Ars Vincenzo Vinciullo in riferimento all’emendamento alla finanziaria nazionale che assegna alla Sicilia solo 900 milioni a fronte del miliardo e 400 milioni attesi e dovuti all’Isola.

“Se non arriveranno da Roma i 500 milioni che il governo ha sottratto, saremo costretti ad applicare un taglio lineare del 5% su tutte le voci del prossimo bilancio”, dice all’AGI la terza carica politica della Regione, secondo cui, inoltre, “e’ ormai inevitabile andare a votare l’esercizio provvisorio del bilancio”.

“E’ l’unica soluzione tecnica – ha spiegato – per poter chiudere il bilancio prima possibile in attesa che da gennaio, si possa intervenire con una soluzione mirata”. Una manovra rispetto alla quale nessuna voce – esclusi i mutui – sarebbe esclusa.

Ma il presidente della Seconda commissione ha lanciato anche una proposta secondo la quale la decurtazione dei 500 milioni che potrebbe essere approvata dalle Camere nei prossimi giorni e che penalizza il bilancio siciliano, puo’ essere colmata con la riduzione dal 49 al 42 per cento della compartecipazione alla spesa sanitaria: “Il decreto Bindi allora ci aveva penalizzati con l’innalzamento dell’aliquota, oggi abbiamo ampiamente dimostrato che il bilancio della sanita’ e’ in pari, la Sicilia non deve essere piu’ punita, si riporti la quota di compartecipazione a quella delle altre regioni”.

Cosi’, persiste l’allarme sui conti pubblici regionali sul bilancio del 2016 che il governo non ha ancora presentato all’Ars. “E’ ormai inevitabile andare all’esercizio provvisorio”, conferma il vice presidente della commissione Riccardo Savona, riferendosi ai saldi per il prossimo bilancio che sono strettamente legati alle sorti dell’emendamento in discussione alla Camera.

“Se passa questo emendamento del governo centrale che ha cosi’ modificato l’importo a svantaggio del nostro bilancio regionale, la Sicilia non ce la fa, non ci sarebbero i soldi per i trasferimenti ai Comuni – ha detto Savona – Noi incassiamo solo 10 miliardi l’anno, 6 miliardi e mezzo li diamo alla sanita’, paghiamo i mutui, e lo Stato si trattiene un miliardo e 300 milioni. La Sicilia e’ bloccata”.

Presentata, intanto, in Commissione bilancio all’Ars dall’assessore all’Economia Alessandro Baccei la bozza delle variazioni del bilancio 2015, un ulteriore manovra sui conti pubblici gia’ passati al vaglio dell’Ars l’estate scorsa, che va a correggere alcune voci in bilancio con ulteriori spese.

La manovra prevede che la Regione paghi una trimestralita di Iva a Trenitalia per 2 milioni e 700 mila euro, previsto anche un paracadute per Riscossione Sicilia per ridimensionare il capitale della societa’ in crisi per altri 2 mld e mezzo di euro e una aggiustamento tecnico di 104 milioni che serve a rimettere a posto i saldi.

Alla prima discussione della bozza di variazioni, avvenuta in presenza dell’assessore Baccei e del ragioniere generale Salvatore Sammartano, nessun parlamentare della maggioranza era presente ieri in commissione bilancio.