Dovevano trascorrere la mattinata a villa Niscemi, sede di rappresentanza del sindaco di Palermo, per visitare una mostra sulla legalità e il giardino ma l’escursione organizzata dalla scuola elementare Gabelli, del quartiere Zisa, per una cinquantina di bambini tra i 9 e i 10 anni è finita dopo appena un’ora, con gli alunni accompagnati ai cancelli tra le proteste delle insegnanti che hanno atteso sul vicino il marciapiede l’arrivo dei genitori chiamati in fretta e furia al telefono.

Secondo le insegnanti e alcuni genitori la scolaresca sarebbe stata invitata a lasciare la residenza dal personale dipendente secondo cui esiste una circolare che vieta la presenza di visitatori quando nel palazzo è presente il primo cittadino.

Una motivazione smentita dalla portavoce del sindaco Diego Cammarata, che esclude l’esistenza di disposizioni di questo tipo e invita la scuola a presentare una relazione su quanto accaduto.

Cammarata, precisa, è arrivato al palazzo intorno alle 12. “I bambini sono stati lasciati
per ore davanti ai cancelli – racconta Gaetano Mengogna, padre di una alunna – È vergognoso. La gita era stata autorizzata dopo la richiesta del dirigente della scuola. I bambini stavano visitando la mostra quando intorno alle 10 il personale ha avvisato che bisognare uscire in fretta perchè stava arrivando il sindaco, sostenendo che una circolare
impedisce la presenza di estranei quando il primo cittadino è a palazzo”.

L’uomo aggiunge che alcuni bambini sono rimasti anche due ore seduti su un marciapiede. “È scandaloso – accusa – Per mancanza di fondi la scuola non ha potuto organizzare il pullman, e noi genitori abbiamo accompagnato i nostri figli a villa Niscemi, con l’impegno di tornare a prenderli intorno alle 12.30. E invece dopo un’ora, le insegnanti mi hanno telefonato, raccontando quanto era accaduto. Alcuni genitori hanno dovuto chiedere un permesso al lavoro per andare a prendere il proprio figlio, altri non hanno potuto lasciando i figli per ore in strada”.

Stamattina a villa Niscemi è stato celebrato anche un matrimonio. “Abbiamo visto gli
invitati arrivare intorno alle 10.30 – afferma un altro genitore – Ma già a quell’ora i bambini
erano stati messi alla porta”.