(aggiornato alle ore 17.42) “È stata un’esperienza terribile”. E’ ancora sotto choc la signora, appena sbarcata, insieme alla figlia disabile, da una motovedetta della Guardia di finanza che l’ha trasportata da Scaletta, una delle località più colpite dal maltempo che ha flagellato il messinese, fino alla Capitaneria di porto di Messina dove un’ambulanza l’attendeva per portarla in ospedale.

“Non ho capito niente – racconta la signora visibilmente scossa – ero in casa quando tutto ha cominciato a muoversi e mi sono trovata con la casa sbalzata. Ancora non so cos’e’ successo. So solo che mi sono trovata sommersa dalle macerie. La casa dove abito si e’ inclinata su un lato”

“È un vero disastro. In questi casi se ne dicono tante, ma questa volta è un disastro veramente”. Così una donna scampata al nubifragio che ha colpito il messinese racconta la situazione di Scaletta, una delle zone piu’ colpite.

“Sono ancora sconvolta per quanto è accaduto – dice – ma da quel poco che ho potuto vedere ieri sera, quello che è successo è assolutamente indescrivibile. E’ inimmaginabile il disastro provocato dal maltempo”

“Ero in auto quando sono stato completamente travolto”. Gli occhi sbarrati, il fango che ancora gli ricopre i vestiti, un ragazzo racconta così ai soccorritori della Capitaneria di porto i terribili momenti vissuti nella serata di ieri a causa del nubifragio che ha colpito il messinese.“Stavo tornando a casa – dice – quando improvvisamente quella massa mi è venuta addosso e mi ha colpito in pieno. Sono riuscito ad uscire dall’auto. È stata un’esperienza terribile”

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“Tre anni fa era accaduta la stessa cosa. Solo che allora la pioggia era durata solo 50 minuti; mentre questa volta il nubifragio non finiva mai. Ha piovuto per oltre tre ore” E’ il racconto di un abitante di Briga Superiore, una delle frazioni del comune di Messina, devastata dal nubifragio. “C’era stato il sole fino al pomeriggio – prosegue l’uomo – poi si è scatenato l’inferno”. A Briga è stato estratto dalle macerie di una casa investita da una frana il cadavere di una delle 13 vittime. La zona interessata dal maltempo va dalla frazione di Giampilieri Marina al Comune di Scaletta Zanclea. Tra le frazioni piu’ danneggiate, oltre a Briga, Altolia e Molino.

“Il nubifragio che ha colpito Messina in queste ore si è abbattuto nella stessa zona dove un evento simile era accaduto due anni fa, il che dovrebbe far pensare circa le responsabilità umane nel custodire la natura, spesso stravolta da sterili progressi”. È questa la prima reazione di Mons. Calogero La Piana, della diocesi di Messina in merito al nubifragio avvenuto durante la notte.

Interpella la coscienza e il senso di responsabilità di ciascuno nel custodire la natura, “la violenza alla natura – aggiunge – alla fine si ritorce contro l’uomo stesso, causando conseguenze devastanti”, l’arcivescovo, infine, auspica che in questo momento la solidarietà affettuosa, il farsi carico delle altrui sofferenze per alleviarne il peso e il comune senso di appartenenza civile ed ecclesiale, possa contraddistinguere il servizio offerto. Esprime, inoltre, gratitudine alle Forze dell’ ordine locali e ai militari giunti in supporto da fuori, e a quanti stanno prestando soccorso, adoperandosi con infaticabile impegno.

Concetta Auditore, 77 anni, non ha più una casa ma è riuscita miracolosamente a salvarsi, insieme alla cugina con cui vive e agli abitanti del piccolo stabile di quattro piani situato in via Foraggine a Scaletta Zanclea. Ieri sera, poco dopo le 20, due massi staccatisi da un costone di roccia, prima hanno sventrato l’istituto delle suore e poi hanno investito il palazzetto della signora Auditore quasi spaccandolo in due. “È stato un inferno, i solai, dal lato colpito dai massi, sono crollati” racconta la signora che si è salvata perchè stava sul lato opposto, dove si era precipitata come per istinto quando aveva sentito i rumori della valanga.

Tutti nell’edificio si sono riversati su quel fronte, dove pezzi di solai erano rimasti al loro posto. Poi in qualche modo sono riusciti a raggiungere la strada e mettersi in salvo. Lungo la strada il fango e i detriti in alcuni punti arrivano a coprire quasi per intero i pianterreni. Nei paraggi non rimane più traccia della casa museo del principe Ruffo di Scaletta da qualche tempo donata al comune.

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Tra gli abitanti del Paese, 2.500 anime tra Scaletta superiore e Scaletta marina dicono che quanto accaduto ieri sera è un disastro annunciato: due anni fa, infatti, in un tratto del torrente Divieto, coperto per costruire una strada, si verificò una situazione simile, con acque e detriti che si riversarono per le strade per l’ostacolo creato dal deflusso delle acque.

“È stato un miracolo senza che lo sapesse! Mia cognata Agnese ha salvato il figlio Dario. Un attimo prima del crollo, infatti, gli ha detto di andare a prendere le candele in caso fosse andata via la luce. Subito dopo che il ragazzino era uscito dalla stanza è crollato il tetto e Agnese è morta sepolta da tonnellate di terra”. Lo racconta tra le lacrime Maria Pellegrino, 45 anni, cognata di Agnese Falgetano, la donna morta per il crollo di una parte della sua abitazione distrutta dalla terra staccatasi dalla collina sovrastante la sua casa.
“Mia cognata era una donna d’oro – aggiunge – lavorava alle poste di Santa Teresa Riva era benvoluta da tutti. La domenica andava nelle abitazioni degli anziani che non potevano raggiungere la Chiesa per portare loro l’ostia consacrata per la comunione”

foto: lastampa