Almaviva, firmati contratti di solidarietà di tipo B per i dipendenti. Stop al rischio dei licenziamenti, sono state salvate le retribuzioni, anche se con una perdita da gennaio di un ulteriore 10 per cento rispetto ai contratti di solidarietà di tipo A revocati pochi giorni fa.

Trovata oggi al tavolo romano una soluzione-tampone che mette una pezza alla falla creata dall’Inps, con la revoca ad Almaviva Contact dei contratti di solidarietà di tipo A, a far data retroattivamente dal 1 dicembre 2015. Un colpo di spugna che ha cancellato di botto gli ammortizzatori sociali siglati ad aprile, conseguenza del cambio di classificazione dal settore Industria a quello dei Servizi.

La trasformazione dei Cds da contratti di tipo A a contratti di solidarietá in deroga di tipo B, ovvero quelli applicati alle aziende che non usufruiscono di ammortizzatori sociali ordinari, ha evitato in extremis l’apertura delle procedure di mobilità. L’azienda, in assenza di ammortizzatori sociali, non aveva altra scelte: erano già pronte le lettere.

“Era necessario un nuovo accordo, altrimenti sarebbero partiti i licenziamenti. C’erano già 3mila esuberi annunciati. Il finanziamento di é certo. E’ chiaro che questo accordo rappresenta una soluzione provvisoria, per superare il pasticcio causato dall’Inps, ma non mette in sicurezza il nostro lavoro – afferma Rosalba Vella, della segreteria Slc Cgil di Palermo. – Da subito ci attiveremo per trovare una una strategia risolutiva chiedendo un tavolo nazionale alla presenza del ministero del Lavoro e del governo, perché si discuta di regole chiare per il comparto e di ammortizzatori sociali specifici. Siamo molto preoccupati per la tenuta complessiva di Almaviva. E’ la più grande azienda di Palermo, non possiamo permettere che vada via dalla Sicilia, sarebbe un colpo insostenibile per la nostra economia”.

Il nuovo accordo, valido dal 1 dicembre fino a maggio, ricalca le stesse condizioni del precedente, anche se muta il tipo di ammortizzatore in deroga. Al mese i dipendenti part-time (4 ore) di Almaviva in solidarietà lavorano al massimo per 9 giorni. Il contratto di tipo A prevedeva una retribuzione del 70 per cento con l’integrazione del 10 per cento da parte del governo. Da gennaio la retribuzione sarebbe scesa al 60 per cento. Col nuovo contratto i dipendenti del call center prenderanno il 50 per cento, il 10 per cento in meno sulla singola giornata.

“Incalzeremo le istituzioni locali e nazionali, non ci dormiremo sopra – aggiunge Rosalba Vella – Siamo preoccupati di quello che può succedere se la Regione resta assente. Aspettiamo per la prossima settimana una convocazione da parte dell’assessore Mariella Lo Bello. E a gennaio si conoscerá l’esito delle gare per le commesse Tim ed Enel. Se non dovessero essere rinnovate, la situazione diventerebbe ancora più drammatica”. Il sessanta per cento della forza lavoro globale di Almaviva gravita su Palermo, dove operano invisi in due sedi 3.500 lavoratori dipendenti e un migliaio di Lap (lavoratori a progetto).