“L’intesa già nel breve periodo rischia di rivelarsi inutile, con la conseguente ed inevitabile perdita di diverse migliaia di posti di lavoro, in assenza di immediati interventi diretti a modificare uno scenario di mercato dominato da gravi fenomeni distorsivi”.  La società Almaviva Contact frena così gli entusiasmi di lavoratori e sindacati.

Poche ore fa la società che gestisce i call center, assistita da Unindustria Roma e isnieme alle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, unitamente alle rappresentanze aziendali, ha firmato a Roma l’intesa per fronteggiare il venir meno del contratto di solidarietà in corso, dovuto alla recente modifica dell’inquadramento previdenziale dell’Azienda stabilita dall’Inps, dal settore industria a quello terziario.

L’accordo con le parti sociali risponde, nell’immediato, alla necessità di salvaguardare il perimetro occupazionale dell’Azienda, attraverso un diverso ammortizzatore sociale – il contratto di solidarietà “difensivo” di tipo b – coerente con la nuova classificazione aziendale e con termine previsto al prossimo 31 maggio 2016.

Ma Almaviva Contact sottolinea che i “fenomeni dovuti alla perdurante inosservanza delle leggi italiane sulla delocalizzazione delle attività – condizione più volte sottolineata dalle stesse autorità istituzionali -, al mancato rispetto del contratto nazionale, a gare pubbliche costantemente sotto il costo del lavoro, ad un sistema squilibrato di incentivi e agevolazioni che seguitano ad alterare profondamente le condizioni di una corretta competizione”.