Un vertice serrato e lunghissimo quello sul caso Almaviva, finito a notte inoltrata con un nulla di fatto sulla possibile sede unica del call center palermitano continua. L’edificio di via Ugo La Malfa, grande favorito, non è stato ritenuto “idoneo”: a spiegarlo è l’assessore regionale al Lavoro Ester Bonafede, presente ieri al tavolo tecnico alla prefettura di Palermo.

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“Abbiamo deciso di rivederci il prima possibile – ha aggiunto la Bonafede – e ci siamo dati appuntamento per il 24 febbraio nella sede di Confindustria. Una volta compreso che il problema della sede non è il più urgente per l’azienda, dobbiamo adesso confrontarci in maniera più concreta ed incisiva su quelle che sono le reali richieste di Almaviva”.

“I vertici dell’azienda – spiegano alcuni dei rappresentanti sindacali dei lavoratori che hanno partecipato all’incontro – chiedono alle Istituzioni locali di combattere al loro fianco una battaglia nazionale, presso il Ministero per lo Sviluppo economico, contro le delocalizzazioni e il fenomeno dell’illegalità (come il lavoro nero o sottopagato) nel mondo del lavoro nelle telecomunicazioni”. In particolare, l’amministratore delegato di Almaviva Contact, Andrea Antonelli, avrebbe chiesto alla Regione di sensibilizzare il Ministero dello Sviluppo economico affinché istituisca un tavolo che affronti il problema dei trasferimenti dei call center all’estero, per sfruttare costi del lavoro inferiori rispetto a quelli applicati in Italia. CONTINUA A LEGGERE