“Il ricorso alle nuove tecnologie per incrementare gli introiti dell’Amat non è più rinviabile. Bisogna potenziare le postazioni di vendita dei biglietti, degli abbonamenti e delle schede parcheggio, introducendo modalità di pagamento tramite pos, sms e applicazioni dedicate”.

A dirlo è Antonino La Barbera, segretario regionale Cobas settore trasporti, che stima in una prima fase un aumento immediato dei ricavi “dagli attuali 800 mila euro al mese ad almeno un milione di euro”.

“Con una rete di vendita più capillare, l’istallazione di emettitrici automatiche, sia su strada sia affidate alle rivendite, nuove formule di abbonamenti per studenti e lavoratori, la possibilità di acquistare ticket in tutti i capolinea – aggiunge La Barbera – l’Amat potrebbe finalmente modernizzare un settore cruciale come quello delle vendite, oggi non al passo coi tempi”.

Sul fronte dell’organizzazione aziendale, i Cobas lanciano un’altra proposta ai vertici societari: “Per offrire un servizio più efficiente all’utenza – auspica La Barbera – si potrebbero rimodulare i turni, incrementando i bus nelle ore di maggiore utilizzo. Anziché cinque turni se ne potrebbero fare tre, concentrando dalle 6 alle 20 il maggior numero di vetture. Così da ottimizzare mezzi e risorse umane nelle altre fasce orarie”.

Infine, il segretario regionale Cobas traccia la strada dopo il varo della nuova struttura aziendale, deliberata dal Cda dell’Amat. “Finalmente – conclude La Barbera – dopo un mese e mezzo è stata avviata la riorganizzazione aziendale. Il prossimo passo è la presentazione del contratto di servizio, strumento indispensabile anche in vista dell’entrata in esercizio del tram”.