“Mio fratello sta un po’ meglio, ma chissà tra quanto tempo riusciremo a parlare con lui…” Poche parole, quelle di Sergio La Fata, il fratello di Salvatore, l’ex operaio edile, ambulante per necessità che venerdì mattina si è dato fuoco a Catania, dopo un controllo dei vigili urbani che volevano sequestrargli la frutta messa in vendita abusivamente.

Questa mattina i familiari di La Fata – così come annunciato dal fratello – assistiti dal loro legale presenteranno un esposto per denunciare i fatti di venerdì scorso: “Ci siamo rivolti al nostro avvocato – dice Sergio La Fata a BlogSicilia – perché vogliamo fare chiarezza su quanto è accaduto a mio fratello. Non c’è dubbio che vi è una responsabilità da parte dei vigili urbani…”.

La polizia municipale di Catania, attraverso il comandante Pietro Belfiore, ha manifestato ‘la massima disponibilità ad incontrare  la famiglia’ ed anche annunciato che sono in corso delle indagini interne ‘per verificare se ci sono stati dei comportamenti non conformi da parte del personale’.

Belfiore ha però ribadito che “i vigili stavano svolgendo un’attività pienamente legittima esercitando un’azione di contrasto all’abusivismo”.

Intanto, nel Reparto di Rianimazione dell’ospedale di Acireale, dove Salvatore La Fata è ricoverato, è un via vai di parenti e amici: “Venite alle 18, quando è possibile entrare in reparto – dice il fratello Sergio – e vedete quante persone sono al suo fianco, è un dolore grande perché a Salvatore tutti gli vogliono bene”.

L’uomo potrebbe essere trasferito la Centro grandi ustionati dell’ospedale  Cannizzaro di Catania.