Ambulanze ed elissoccorso del 118 che operano il servizio d’emergenza sanitaria  in Sicilia senza avere un medico a bordo, oppure il medico c’è ma non ha effettuato il riposo minimo, come avviene anche per gli infermieri specializzati.

Il riposo minimo è previsto da una normativa europea in vigore da 12 anni ma diverrà obbligatoria per gli Stati dell’Unione, Italia compresa, a partire dal 31 dicembre di quest’anno.

I vertici di Seus 118 in Sicilia hanno denunciato alla Prefettura più volte ormai che da diversi anni che scarseggia la disponibilità di medici da impiegare nelle ambulanze e nell’elisoccorso. E con l’obbligatorietà del riposo minimo garantito mancheranno anche gli infermieri specializzati per servizi d’urgenza. La normativa comunitaria prevede infatti il riconoscimento del diritto a medici, dirigenti sanitari e infermieri al tempo massimo di lavoro settimanale e al riposo minimo garantito di 11 ore continuative ogni 24. Attualmente, le varie leggi nazionali avevano stabilito che i medici e il personale sanitario avrebbero potuto lavorare anche due giorni consecutivi senza che ciò fosse considerato un illecito.

Adesso sono stati fissati dei criteri “minimi” relativi a riposi, pause, ferie, orario massimo di lavoro e lavoro notturno che non sono più derogabili. Dal 1 gennaio scatteranno anche pene e sanzioni per chi non li rispetta o non li fa rispettare con responsabilità oggettiva per i dirigenti e pene fino al licenziamento per gli operatori che dichiarano il falso

“L’importanza della direttiva europea è notevole – dice Enzo Munafò segretario regionale della Fials Sanità- perché dà fondamenta giuridiche alla nozione che periodi lavorativi prolungati producono effetti significativi sulla salute dei lavoratori interessati ed aumentano il rischio d’errore, in quanto la privazione del riposo e gli orari prolungati di lavoro di medici ed infermieri provoca un aumento di eventi avversi e di rischio clinico per i pazienti”.

La salvaguardia della salute degli operatori assume nel settore sanitario un’importanza strategica, coinvolgendo il tema della sicurezza delle cure nonchè la tutela della salute dei cittadini che si rivolgono alle strutture ospedaliere.

Spesso si leggono notizie su casi di malasanità dove a farne le spese sono sempre i pazienti, ma spesso tali casi sono dovuti proprio ad errori di medici ed infermieri sottoposti a turni massacranti e stressanti che non consentono loro il giusto riposo ed il corretto recupero delle forze.

La norma europea si fonda sul principio della garanzia del riposo al lavoratore, che serve anche per il suo recupero psico-fisico, soprattutto per quel personale che opera in particolari settori, quali quello della Sanità dove il recupero psico-fisico del lavoratore diventa fondamentale in quanto detto personale è preposto alla cura della salute dei cittadini.

Ma i riposi obbligatori rischiano, adesso, di far saltare tutto il sistema dei turni nel 118 siciliano. “Il personale medico ed infermieristico in Sicilia strutturato presso le Aziende Ospedaliere e Sanitarie della Regione – sottolinea Munafò – viene impiegato, nell’ambito della partecipazione ad un progetto incentivante (pagamento extra stipendio), per garantire il Servizio SEUS 118″. In pratica turni espletati al 118 dopo l’orario di lavoro in ospedale, pagati oltre lo stipendio e che permettono al personale di mettere insieme anche impoortanti somme mensili ma  che spesso cozzano con questi principi di riposo obbligatorio e ora non potranno più essere svolti

Di fatto succede che in Sicilia esiste un bacino di circa 2500 infermieri precari già formati che non riescono a trovare occupazione stabile, mentre per il Servizio S.E.U.S. 118, l’Assessorato Regionale della Salute stanzia milioni di euro per consentire al personale già strutturato di coprire le esigenze di Infermieri Professionali sulle Ambulanze.

“Questo sistema appare, dunque, chiaramente illogico – denuncia il sindacalista – perché non tiene conto della disoccupazione giovanile, trasgredendo anche a quelle che sono le norme legislative, in barba alla norma Comunitaria ed alle nuove intenzioni del Governo di darne ampia attuazione, non rispettando il riposo settimanale, ritenuto anche per contratto irrinunciabile ed ‘immonetizzabile’, in quanto tale personale è chiamato a garantire non soltanto i propri turni presso la struttura di appartenenza, ma anche i servizi delle ambulanze di S.E.U.S. 118, con ciò non consentendo il recupero psico–fisico dei lavoratori con gravi rischi per la incolumità dei cittadini che necessitano di emergenza urgenza o di servizi ospedalieri”.

Ed ecco che arriva la proposta all’assessore Gucciardi per uscire da questa impasse “Va da se – aggiunge – che le somme che vengono spese sotto forma di incentivazione, potrebbero essere riconvertite per procedere all’assunzione di personale infermieristico precario, dedicato esclusivamente all’Emergenza – Urgenza delle ambulanze regionali”.

“Sarebbe, dunque,  possibile rendere più efficiente e sicuro il servizio – conclude – di emergenza svolto dal 118 in Sicilia, stabilizzando i costi riqualificando e e assumendo medici e infermieri specializzati, riducendo anche il bacino di precari e disoccupati”.

Una idea perfino logica. Sorprende che si sia dovuto aspettare fino ad oggi per renderla pubblica. sorprende che ci volesse una norma per rendere obbligatorio il ‘riposo biologico’. Munafò non lo dice ma forse, senza questa legge, sarebbe stato complesso spiegare a migliaia di operatori che hanno usato il servizio 118 come personale bacino per straordinari economicamente premianti che lavorare dopo due notti di turno poteva renderli non proprio efficienti a fronte di una emergenza medica