“In Sicilia le amministrative slittano a maggio, c’è il tempo per riformare le Province. Il governo che vuole fare?” E’ l’ultimo cinguettio del deputato regionale del Pd Antonello Cracolici che rilancia, così, su twitter il dibattito sul ruolo delle province. Notoriamente deluso per essere stato escluso dalla formazione della prima giunta Crocetta alla Regione, Cracolici sceglie, dunque, una linea di critica “morbida” in questa fase. Ma la sua più che una domanda retorica appare come una sollecitazione nei confronti dell’esecutivo a procedere nella direzione di una riforma che sembra essere passata nel dimenticatoio: quella delle province regionali.

““Il rinvio delle elezioni amministrative in Sicilia è una scelta positiva – dice Cracolici – l’importante è che il governo regionale dica cosa vuole fare: se intende snellire le Province assegnando nuovi compiti, se vuole tagliarle, o trasformarle in organi di secondo livello non più eletti direttamente dai cittadini. Insomma, si può discutere di tutto in maniera laica, ma non si può certo lasciare tutto così com’è. Se poi – conclude Cracolici – non si dovesse trovare un’intesa, si può varare una semplice norma per agganciare la Sicilia a quanto previsto a livello nazionale e andare al voto fra 12 mesi, con un modello coerente col resto del Paese”.

Il tema torna, adesso, alla ribalta e la palla torna al Presidente della Regione.