E’ corsa alla presa di distanze all’indomani dell’approvazione del mutuo da 1,7 miliardi di euro all’Ars che di fatto ipoteca il futuro dei siciliani per 30 anni. Il mutuo, inizialmente rinviato in commissione l’altro ieri, è tornato in aula ieri con uno stratagemma avallato dalla presidenza dell’Ars che ha scavalcato i regolamenti per consentirne l’approvazione.

L’opposizione chiede ora l’annullamento del voto che sarebbe irregolare non solo perché il regolamento è stato ignorato. “Ho convintamente abbandonato l’Aula e sono rientrato solo per verificare lo stato dei lavori con la precisa intenzione di andar via immediatamente. Le telecamere potranno testimoniare che sono stato fisicamente braccato dai colleghi dell’opposizione per impedirmi di uscire e che la presidenza mi ha attribuito l’astensione all’approvazione del mutuo in maniera illegittima” racconta Vincenzo Figuccia, vicecapogruppo di Forza Italia all’Ars.

Una presenza che sarebbe valsa a mantenere ‘in vita’ l’aula e senza la quale sarebbe saltato il quorum. ” All’Ars si è consumato un fatto gravissimo – accusa – che dovrà essere immediatamente chiarito. Sono stato il fautore dell’abbandono dei lavori da parte dell’opposizione, ritengo che il mutuo voluto da Crocetta e dal suo pd contribuirà in maniera significativa alla devastazione della nostra Sicilia. Chiedo la verifica di quanto accaduto e l’annullamento della votazione”.

Gli fa subito eco il suo capogruppo Marco Falcone “Il voto finale sul ddl relativo al mutuo miliardario voluto da Crocetta e dal suo governo va invalidato. E’ grave che il vicepresidente dell’Assemblea Venturino abbia giocato sulla temporanea avaria del sistema di rilevamento del voto. Forza Italia ha chiesto formalmente al presidente Ardizzone di procedere a ripristinare un principio di regolarità nei lavori d’aula onde evitare che in Assemblea regionale siciliana vinca il principio del caos, della irregolarità e della balcanizzazione”.

Alle accuse risponde non la Presidenza ma il deputato del Pd Anthony Barbagallo ““Le dichiarazioni dell’onorevole Figuccia in ordine alla regolarità della votazione di mercoledì sera lasciano senza parole”.

“Come possono si testimoniare le telecamere dell’aula – spiega Barbagallo – al momento della seconda ‘chiama’, proprio al momento in cui l’appello era giunto alla lettera F, l’onorevole Figuccia è entrato in aula,  e proprio alla luce della sua presenza è stato interpellato. Alla domanda da me rivoltagli : ‘Onorevole si astiene?’,  ha risposto: ‘si’, così come si evince nelle riprese d’aula. Non sono quindi ricevibili accuse mendaci nei confronti della presidenza  – conclude Barbagallo – che ha condotto i lavori  con grande equilibrio nonostante il difficile clima dovuto alla complessità dell’argomento ed alle problematiche causate dal guasto al sistema di voto elettronico”.

Di fatto, a meno di improbabili annullamenti, il mutuo è stato approvato ed i siciliani pagheranno le addizionali irpef ed Irap al massimo per i prossimi 30 anni per pagarne le rate.

Ma la polemica scoppia anche all’interno della stessa opposizione con Ncd che critica l’attacco di Figuccia e di Forza Italia negando che ci fosse un accordo per uscire dall’aula “Il Nuovo centro destra non è abituato alla strategia della fuga! Siamo per …metterci la faccia – dicono il capogruppo Nino D’Asero e i deputati Vincenzo Fontana e Pietro Alongi  – sono sterili le polemiche seguite al voto di ieri. Non siamo rimasti in Aula per tenere il sacco a nessuno. Abbiamo votato il nostro NO coerenti anche a quanto avevamo già dichiarato in questi giorni e ieri, protestando sia per il nuovo indebitamento dei siciliani sia per la procedura anomala che non ha permesso la presentazione di nuovi emendamenti dopo il ritorno in commissione del ddl”.

 “In ogni caso – riprendono – sottolineando che non esisteva affatto una linea concordata nell’opposizione, dichiariamo a gran voce che non accettiamo critiche: da nessuno. La sceneggiata dell’abbandono dell’Aula sarebbe comunque rimasta nient’altro che questo. Non sarebbe servita a nulla se non al rinvio di un’ora della seduta stessa. E, dopo un’ora, la maggioranza si sarebbe ritrovata in forza numerica in Aula e avrebbe dunque approvato questo prestito che peserà per trenta anni sulle teste e i portafogli dei cittadini. Quel prestito contro il quale abbiamo opposto il nostro NO deciso e incontrovertibile. Noi non ci siamo astenuti – concludono D’Asero, Fontana e Alongi, non senza una punta di polemica – Il nostro senso di responsabilità ci fa ora dichiarare, al netto di quanto accaduto ieri, che la vera partita si giocherà fra non molto e si terrà in Sala d’Ercole: per l’approvazione di Bilancio e Finanziaria. Ove governo e maggioranza dovranno realmente fare i conti con una opposizione che auspichiamo compatta e che non lascerà via libera se non in presenza di una vera programmazione e in …assenza di un nuovo non impossibile mutuo: basta con i debiti per pagar debiti e per mettere le mani in tasca ai cittadini. Parte delle somme già di quest’ultimo prestito si utilizzino per investimenti che creano futuro”.

Per il coordinatore di Forza Italia Gibiini, dunque, occorre adesso un chiarimento nell’opposizione “Quanto accaduto ieri all’Assemblea Regionale Siciliana impone un chiarimento tra le forze di centrodestra. Nei prossimi giorni, ultimate le operazioni di voto per l’elezione del Capo dello Stato, sarò a Palermo insieme al capogruppo azzurro Marco Falcone. E’ necessario approfondire l’aspetto formale della votazione relativo al numero legale, e quello del contenuto del ddl, lo faremo insieme ai capigruppo delle forze d’opposizione al governo Crocetta. Il parlamento regionale ha dato il via libera ad un provvedimento che indebiterà pesantemente noi tutti, senza che Palazzo d’Orleans abbia riformato alcunché ed abbia messo mano in modo serio al taglio della spesa, alla riorganizzazione della macchina amministrativa siciliana. E’ necessario fermare quanto prima le scelte dannose e confusionarie di Rosario Crocetta”.

 “Alongi, D’Asero e Fontana – dicono i deputati M5S – hanno votato no e Figuccia si è astenuto, ma è stata la loro presenza in aula tenere in vita il numero legale. E questa è una storia che con queste opposizioni si ripete a scadenze periodiche, in un gioco delle parti fatto sulla pelle della Sicilia e dei siciliani. Un patto del Nazareno tanto al ribasso che potremmo definire addirittura “Patto del Lazzaretto”, che finirà per portare la Sicilia al baratro. Ci sarà una contropartita dal governo? Non possiamo dirlo, ma nessuno ci vieta di pensarlo, e il fatto che oggi la questione calda era quella degli ex Pip ci porta a pensare male. Fatto che, come diceva qualcuno, sarà un peccato, ma che spesso fa azzeccare tante cose”.