Dalla Porta della Bellezza di Librino a Palazzo d’Orleans. Non è un passo di poco conto quello che il governatore siciliano Rosario Crocetta chiede ad Antonio Presti. Dopo aver mandato a casa in un sol colpo due assessori, il presidente della Regione ha pensato subito al mecenate di Fiumara d’Arte per riempire una delle caselle rimaste vuote. Ed è tornato alla carica, iniziando un pressing asfissiante.

Prima di convincere Battiato, Crocetta voleva assessore proprio alla Cultura il creatore dell’Atelier sul mare a Castel di Tusa che però aveva risposto picche. Poi, alle Politiche, Presti era entrato nella Lista del Megafono per il Senato anche se il diretto interessato ci teneva a precisare che “in realtà, mi ha messo il nome quando ancora non gli avevo detto di sì. Mi ci sono ritrovato dentro, ci ho pensato ancora sopra, ma poi ho concluso che forse c’era la possibilità di fare finalmente qualcosa per la Sicilia e per la cultura. Ma non intendo entrare nella logica di un partito, voglio continuare ad impegnarmi per non cedere al compromesso. Non sarò senatore della repubblica, ma della bellezza!” Lo scranno a palazzo Madama è sfumato per un pugno di voti.

Ora la nuova proposta di Crocetta. Dal diretto interessato finora nessun commento. Il suo cellulare, poco fa, risultava irraggiungibile perchè, fa sapere il suo staff, impegnato in una riunione con un assessore regionale. Dalle poche notizie che filtrano dal suo entourage si sa che il mecenate, in mattinata avrebbe risposto con un ‘no’ secco, ma adesso di fronte al pressing di Crocetta sarebbe per il ‘ni’.

Le prossime ore, probabilmente, saranno decisive. E si saprà se Presti accetterà o invece declinerà l’invito. Anche se non sarà facile dir di no ancora una volta all’amico Crocetta, perché “è una richiesta che viene dalla gente”.

(ha collaborato Giuliana Avila)