Sono stati tutti prosciolti per sopraggiunti termini di prescrizione i sette impuntati, fra cui l’ex governatore Raffaele Lombardo, nel processo per l’affidamento in house del servizio di pulizia dello scalo Fontanarossa di Catania senza gara pubblica alla Pubbliservizi, una partecipata dalla ex Provincia.

Stamani, infatti, i giudici della quarta sezione penale di Catania, presieduti da Maria Pia Urso, hanno deciso il ‘non doversi procedere per sopraggiunti termini della prescrizione’ .

I fatti risalgono al maggio 2007 e nel procedimento era stato contestato l’abuso d’ufficio all’ex governatore, Raffaele Lombardo, all’epoca presidente della Provincia di Catania, e ad altre sei persone, ex amministratori della Sac e dirigenti della Pubbliservizi.

Si tratta di Stefano Maria Ridolfo, ex presidente pro tempore del consiglio di amministrazione della Sac, la società di gestione dell’aeroporto catanese, i consiglieri del Cda Michele Sineri, Alfio D’Urso e Sebastiano Paladino e l’allora presidente della Pubbliservizi,Giuseppe Gitto, ed il direttore generale della partecipate, Giacomo Di Blasi.

Nel corso della requisitoria il sostituto procuratore Angelo Busacca aveva chiesto al collegio una condanna a due anni e sei mesi per l’ex presidente della Regione.

Lombardo, che oggi non era presente in aula, ieri aveva rilasciato una dichiarazione spontanea e dopo aver ricostruito i fatti ha detto di aspettarsi “un’assoluzione che ritengo sacrosanta” ,mentre più tardi ha commentato con una nota.

“E’ la degna conclusione – dichiara l’ex presidente – di un processo assurdo che non sarebbe mai dovuto iniziare. La soluzione, più che legittima per la pulizia dell’aeroporto, era l’unica che il consiglio di amministrazione potesse deliberare”.

Secondo quanto riferisce a margine dell’udienza l’avvocato Isabella Altana, legale di Sebastiano Paladino, “il procedimento è stato trattato nell’ultimo anno e mezzo, ma il tribunale è stato celerissimo ed i difensori non hanno mai avanzato richieste di rinvio, nemmeno lo slittamento di un giorno della sentenza (era prevista ieri ndr) non ha alterato il computo della maturazione dei termini di prescrizione”.