Aprirà la “casa dei custodi” dell’arte e dei beni culturali siciliani, il suo nome è Cu.Pa.S., custodi del patrimonio culturale siciliano. L’iniziativa nasce da un‘idea dell’assistente museale Simone Romano sviluppata insieme alla segreteria generale di Cobas/Codir, il sindacato maggiormente rappresentativo del comparto regione, che, più volte, ha denunciato lo stato di abbandono dei siti culturali siciliani e manifestato la necessità di stimolare la classe politica siciliana colpevole di non avere mai pensato a un serio piano di sviluppo dell’immenso patrimonio artistico e archeologico della nostra Isola.

Simone Romano, aderendo al Cobas/Codir in cui è stato nominato dirigente sindacale, è stato anche chiamato dalla segreteria generale ad assumere il ruolo di coordinatore regionale del Cu.Pa.S.

“Obiettivo primario del Cu.Pa.S. – sottolinea Romano insieme a Michele D’Amico, responsabile delle politiche dei beni culturali del sindacato – è quello di riuscire a migliorare i livelli di efficienza delle strutture museali e archeologiche, con il coinvolgimento di tutti gli operatori dei beni culturali in Sicilia, agendo anche nella direzione della risoluzione delle problematiche che riguardano i lavoratori direttamente coinvolti nella fruizione e tutela del patrimonio dei beni culturali.”

“Il progetto – dichiarano i segretari generali del Cobas/Codir, Dario Matranga e Marcello Minio – è stato anche pensato come occasione per coinvolgere tutti i cittadini nell’approccio e nella rinascita del pubblico interesse per la risorsa più grande che ha la Sicilia: il proprio bacino culturale, in molti casi nascosto negli scantinati o esposto all’incuria, ai predoni, al dilettantismo dei politici di turno che causano, ogni giorno di più, gravi mancate opportunità di sviluppo su tutto il territorio siciliano”.