L’Amap è pronta ad acquisire la fallita Aps“. E’ questa la proposta del Comune di Palermo per evitare l’interruzione del servizio idrico in 52 comuni della provincia che erano serviti dalla società.

La proposta arriva dal vicesindaco e assessore alle Partecipate del Comune di Palermo Cesare Lapiana, ascoltato dalla IV Commissione dell’Assemblea regionale siciliana ha affermato che l’Amap è pronta, avendo il know-how e le competenze, a farsi carico di quanto necessario per la garanzia del servizio.

Per Lapiana però “sono indispensabili tre condizioni perché ciò sia possibile sotto il profilo pratico e formale: deve essere chiaramente individuato il territorio di competenza, che non può essere discontinuo o “a macchia di leopardo”, al fine di garantire efficienza del servizio; va data certezza di disponibilità delle risorse per non far ricadere su Amap.

Problemi che hanno portato al fallimento di Aps, con conseguenze ancora più gravi.E’ comunque necessario un provvedimento normativo che renda formalmente possibile per il Comune di Palermo e la sua partecipata la
stipula dei contratti di lavoro con i dipendenti ex Aps, oggi impossibile per la vigenza dei limiti imposti dal Patto di Stabilità”.

Stamattina si era fatta largo l’ipotesi che la gestione del servizio idrico in via temporanea potesse passare a una società pubblica che potrebbe essere l’Eas e che affitta le maestranze di Aps, con l’impegno economico e normativo diretto della presidenza della Regione, che dovrà emanare un’ordinanza. Una soluzione per gestire la fase transitoria, individuata ieri a conclusione di una giornata di mobilitazione e protesta di sindacati, lavoratori e sindaci dei comunisotto la presidenza della Regione e sotto l’Ars.

Il percorso individuato rappresenta una soluzione temporanea, della durata di circa 6 mesi, che consentirà discongiurare i rischi di interruzione nell’erogazione del servizio e di attendere il varo della legge di “Disciplina in materia di risorse idriche”, attualmente in itinere nelle commissioni.

Il programma prospettato dall’assessore Nicolò Marino, che richiede adesso un’ordinanza da parte del presidente della Regione, sarà presentato lunedì all’assemblea dei sindaci dei 52 comuni, che si riuniranno presso la sede della Provincia.

“Adesso dobbiamo pretendere che la legge in discussione – dice il segretario della Filctem Cgil Franco Lannino – preveda espressamente la salvaguardia dei lavoratori che gestiscono il servizio idrico integrato nelle aziende private e che il numero dei Sub Ambiti, unici ed esclusivi titolari del servizio idrico, sia definito inderogabilmente dalla legge affinché sia annullata la frammentazione e conseguito un uso equilibrato e sostenibile del territorio”.

I sindacati hanno incontrato ieri la IV commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, e successivamente si è svolto un confronto al quale hanno partecipato il governo regionale rappresentato dall’assessore Nicolò Marino, numerosi deputati regionali e sindaci della Provincia di Palermo, il commissario della Provincia di Palermo Domenico Tucci e la segreteria dell’ATO e della Provincia, i curatori fallimentari di Aps, una rappresentanza Aziendale e le organizzazioni sindacali.

Singolare, in tutto ciò, il ritorno proprio all’Eas, quell’Ente Aquedotti siciliani per sopprimere il quale negli anni furono inventati sicilacque, gli ato idrici ed i vari consorzi ed al quale, adesso, potrebbe tornare, sia pure in via provvisoria, la gestione dell’acqua in provincia di Palermo