Il bullismo omofobico è la prima causa di suicidio tra i giovani adolescenti. “Frocio” è l’insulto più diffuso, dai campi d’allenamento delle scuole di calcio agli oratori, passando per le aule scolastiche e le comitive di coetanei.
Per chi viene additato come diverso, la vita da difficile può trasformarsi in ‘impossibile’. Lo confermano le pagine dei giornali.

La sensibilizzazione verso il diritto ad esprimere liberamente la propria identità di genere non basta. Servono leggi utili a prevenire “la caccia alle streghe”, il prevalere di chi crede di essere più forte ed in realtà non fa altro che rifugiarsi dietro stereotipi e conformismi.
Per questo i presidenti dei comitati Arcigay siciliani hanno scritto una lettera aperta al presidente della Regione, Rosario Crocetta, per chiedere un piano normativo di contrasto all’omo/transfobia che possa diventare un punto di riferimento per le politiche di eguaglianza e pari opportunità.

In tal senso, esiste già un disegno di legge, presentato all’Ars dai deputati del M5S  lo scorso gennaio e alla cui stesura ha collaborato anche Arcigay Palermo. La lettera a Crocetta, vuole adesso sollecitare il governo regionale a tradurre velocemente in norma di legge il ddl. Un traguardo importante che assumerebbe ulteriore significato alla luce dell’approssimarsi del Pride nazionale della comunità lgbt che si terrà a Palermo il 22 giugno.

Lo conferma Daniela Tomasino, presidente di Arcigay Palermo. “Chiediamo alla nostra regione – dice Tomasino – un segnale più forte contro l’omofobia. Se una persona omosessuale viene ricoverata in ospedale, e chiede che le informazioni sul suo stato di salute vengano riferite al proprio compagno, ci sono ancora medici che rispondono con un ‘no, deve indicare un familiare’. Ogni discriminazione deve essere messa al bando definitivamente. La legge non serve solo a punire ma anche ad educare, a far capire che una società che vuole dirsi civile non può più tollerare queste disparità tra esseri umani. Ci arrivano continue segnalazioni di ragazzi insultati a scuola perché omosessuali, di giovani che hanno subito pesanti e violente vessazioni. Adesso intervenga la legge, e la Regione dia un chiaro segnale contro questo genere di episodi”.

Intanto fervono i preparativi per il Pride di giugno. La speranza è che il ddl diventi legge prima dell’estate.
“Le nostre richieste – conclude Daniela Tomasino – sono finalizzate ad un presente migliore ma soprattutto a tracciare un percorso futuro di eguaglianza. I frutti delle nostre battaglie, il nostro impegno, sono l’eredità più importante che possiamo lasciare alle nuove generazioni”.