E’ stata entusiastica la risposta dei cittadini al kiss-in contro l’omofobia in Russia che si è svolto ieri a Palermo, davanti al consolato generale della Federazione Russa.
Quasi un centinaio i partecipanti alla protesta colorata e vivace che ha animato Mondello. Molti gli interventi “a megafono aperto”, che hanno evidenziato come l’ondata di violenze contro le persone LGBT (Lesbiche, gay, Bisessuali, Trans) e la legge omofoba russa rischino di propagarsi ad altri Paesi europei (come l’Ucraina e la Moldavia) “e suscitino simpatie – si legge in una nota stampa di Arcigay – tra i fanatici italiani”.

Gli organizzatori hanno anche ricordato che l’Italia dei diritti civili occupa uno degli ultimi posti in Europa, non lontano dalla Russia, in tutti i rapporti delle associazioni e delle agenzie internazionali. La legge contro l’omofobia in discussione in Parlamento, pur essendo vuota di contenuti ha suscitato preoccupanti proteste da parte di numerosi omofobi italiani (tra cui diversi parlamentari e politici).

“Nella palude del parlamento siciliano – spiega ancora Arcigay – giacciono sepolti ben due disegni di legge contro
l’omofobia, la cui discussione non è stata programmata. In altre parole, “la Russia non è lontana”, e la questione dei diritti viene marginalizzata da una politica miope e priva di etica”.

Lo stesso Comune di Palermo, che con l’amministrazione Orlando si è mostrato eccezionalmente vicino alla promozione dei diritti civili e delle persone LGBT in particolare (con l’istituzione del registro delle unioni civili e con l’appoggio dato al Pride nazionale), è gemellato con Jaroslavl’ e Samara, due città russe.

“Il prossimo passo della protesta contro l’omofobia in Russia – chiedono a gran voce gli attivisti di Arcigay – è proprio questo: chiedere formalmente al Comune di prendere posizione, annullando i gemellaggi con queste due città, in segno di protesta contro la legge (che viola il trattato CEDU ed è stata censurata dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani). In Italia due grandi città hanno già compiuto questo passo: Venezia e Milano. In forse anche il gemellaggio di Torino.

“Siamo sicuri – conclude Arcigay Palermo – che il Comune di Palermo vorrà provvedere allo scioglimento del gemellaggio, in coerenza con gli ideali fino ad ora espressi”.

Il kiss-in di Palermo ha fatto parte della protesta internazionale “To Russia with love” che ha coinvolto oltre 100 città in tutto il mondo, da Rio de Janeiro, a Parigi, da Londra a Tel Aviv, da Manila a Buenos Aires fino a Wellington, in Nuova Zelanda: una protesta globale con il duplice scopo di sensibilizzare le persone e le amministrazioni locali e nazionali, e di portare un messaggio di speranza e solidarietà alle
persone LGBT perseguitate in Russia: non siete soli.