“Continueremo la riduzione della spesa, come è giusto che sia fatto. Con difficoltà ma con la massima chiarezza”.
La precisazione da parte del presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, arriva immediata all’incontro con la stampa a Palazzo dei Normanni nelle ore convulse della trattativa sul taglio agli stipendi d’oro. Accanto a lui il deputato questore, Paolo Ruggirello.

“Non ci sono retropensieri o norme a salvaguardia di qualcuno o qualcun altro”, aggiunge Ardizzone. L’accordo sul taglio agli stipendi d’oro “è vicino”. Il nuovo tetto limite verrà applicato dal primo di agosto, e sarà di 240 mila euro, secondo quanto stabilito dal governo Renzi.

Poi, la nota ‘dolente’ del vitalizio agli ex deputati condannati. Ardizzone annuncia con soddisfazione: “La sospensione del vitalizio è scattata per Totò Cuffaro ed altri 11 ex deputati. La procedura è stata avviata autonomamente dagli uffici lo scorso 3 febbraio e viene definita in queste ore”.

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Per il futuro, la parola d’ordine sarà trasparenza, una necessità oltre che un impegno.
“Voglio evitare a tutti i costi i contenziosi – puntualizza Ardizzone – Prendo l’impegno a pubblicare sul sito dell’Ars le buste paga di tutti i dipendenti, compreso il segretario generale”.

Attualmente i dipendenti dell’Ars sono 225 a fronte di una pianta organica di 258 unità. I dirigenti sono 46.
“Non c’è ancora un accordo firmato – spiega Ruggirello – ma sono state poste le basi. Le riduzioni per gli stipendi più alti potrá arrivare fino al 50% mentre per quelli intermedi si aggirerà fra il 10 e il 20%, oltre il 10% nei tre anni fino al 2016″.

Tagli agli stipendi d’oro e trasparenza: due obiettivi impegnativi ed ineludibili in un momento in cui il governo Crocetta pare traballare con più dita puntate contro. Giusto ieri l’affondo di Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia che ha tuonato: “Se non si è in grado di fare le cose, si vada a votare. I deputati regionali non abbiano paura del voto”.

Ardizzone, pur non volendo entrare nella polemica è possibilista: “Se non ci sono le condizioni per andare avanti sono d’accordo che bisogna andare alle urne ma non accuso Crocetta e non appoggio Montante. Noi dobbiamo fare le leggi. Se non ci riusciamo allora andiamo a votare ma bisogna smetterla di inventare un nemico al giorno per poter andare avanti. Noi dobbiamo legiferare e non difenderci continuamente”.