“Sulle ferie vi abbiamo smentito con i fatti. Non siamo andati in vacanza prima di Camera e Senato. Sospenderemo la nostra attività subito prima di Ferragosto”. Così Giovanni Ardizzone alla sua prima cerimonia del ventaglio da presidente dell’Assemblea regionale siciliana.
“Avremmo voluto approvare il ddl anticorruzione (noto anche come antiparentopoli, ndr) ieri notte ma non ce l’abbiamo fatta perché non tutti i parlamentari che volevano intervenire in Aula hanno potuto farlo. Non nascondo che c’è stata una certa animosità a Sala d’Ercole sulle incompatibilità”.
Il presidente dell’Ars passa poi a un bilancio di questi primi mesi di legislatura. “La nota più ‘antipatica’ per me è stata l’approvazione della finanziaria. La bocciatura della Tabella H è stata pedagogica per noi. Invece l’approvazione del rendiconto 2012 è stata una sorpresa positiva. La Corte dei Conti, con il suo presidente Graffeo, ha evidenziato che i residui attivi non sono esigibili. Non intervenire sui residui attivi avrebbe significato la dichiarazione di dissesto della Regione Siciliana. Avevo paura che per la prima volta avvenisse un fatto grave di questa natura. La collaborazione istituzionale con la Corte dei Conti, grazie anche al presidente della commissione Bilancio, Nino Dina, ha contribuito a evitarlo”.
Ardizzone interviene, anche, sul controverso regolamento parlamentare “Abbiamo in cantiere una regolamento che stabilisca una volta e per tutte i rapporti tra Parlamento e governo regionale, Dobbiamo farci carico, come Ars, di iniziative provenienti da singoli parlamentari”.
Altro tema inevitabile quello della spending review. “Per quanto riguarda i costi, ci stiamo adeguando al decreto Monti che però ci impone di rispettare i contratti in corso. Abbiamo già contenuto i costi relativi al personale, d’intesa con i sindacati, l’apparato dell’assemblea e il segretario generale. Si è già inciso dove era possibile. Ho dato termine fino al 15 ottobre al Parlamento per adeguarsi al decreto Monti. Lo applicheremo. CI vuole una nuova legge per ridurre le indennità dei deputati. Il problema principale però è legato al costo del personale. Il problema nostro è degli stabilizzati, che le altre regioni non hanno. Ne abbiamo 85. Dalla prossima legislatura, in cui i deputati saranno 70,  ne avremo più di uno a parlamentare”.
Per parte mia – aggiunge – quando mi sono insediato avevo la possibilità di assumere 23 persone, mi sono limitato a sette per il momento. Preferisco avvalermi del personale dell’Assemblea. Ed è una strada che tutti dovrebbero percorrere. le spese di rappresentanza sono state ridotte a 500 mila euro e renderò pubbliche anche tutte le spese riservate”.
“Il Parlamento non è soltanto un supporto del governo e del governatore. La commissione presieduta da Antonello Cracolici ha il compito di regolamentare questo rapporto”.
Sulla produzione normativa dell’Ars Ardizzone sottolinea, in particolare, la “bontà della legge sull’albergo diffuso (presentata dal Movimento 5 Stelle, ndr). Questo ha dimostrato che le iniziative parlamentari positive ricevono l’appoggio di tutti”.
“A fine agosto completeremo i lavori dell’impianto di geotermia. Sulla gestione del sito, con il direttore della Fondazione Federico II, Francesco Forgione, stiamo pensando a fare diventare Palazzo dei Normanni patrimonio dell’Unesco. Dovremo quindi liberare la piazza del Parlamento dalle auto”.
E’ di moda sparare sull’Ars. Io penso che l’assemblea sia composta da 90 persone perbene, fino a prova contraria”, ha detto Ardizzone. Ieri il presidente dell’Assemblea regionale siciliana ha inviato una  nota di solidarietà a Giancarlo Cancelleri, dopo le accuse del commissario dell’Irsap,, Alfonso Cicero, al capogruppo del Movimento 5 Stelle e le critiche mosse ai deputati regionali dal vicepresidente di Confindustria Ivan Lo Bello. “Non credo che l’Ars sia fatta da mafiosi. Invito chi fa queste denunce a mezzo stampa di fare nomi e cognomi. Credo che sia ingeneroso attaccare la persona dell’onorevole Cancelleri che ha portato avanti solo una questione politica”.
E sul tradizionale dono della stampa parlamentare, “il ventaglio me lo porterò a casa. Il rapporto con la stampa è sempre altalenante ma improntato alla lealtà. Anche per questo ho consentito la libera circolazione dei cronisti all’interno di Palazzo dei Normanni”.