“Il sistema istituzionale italiano ha troppi livelli di governo che comportano delle inefficienze, prima tra tutte, la gestione delle risorse economiche. La Sicilia, in quanto regione a statuto speciale, ha le potenzialità per mettere fine a questo genere di sprechi che non può più permettersi.
L’abolizione delle province comporterebbe dei risparmi consistenti”.

È questa l’opinione dell’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao riguardo l’eliminazione delle Province in Sicilia, argomento “caldo” sul quale si dibatte in questi giorni, nonché operazione indicata da Lombardo come priorità del governo regionale e dell’Ars.

Non più Province, non più quindi un unico e grande calderone che tutto comprende, bensì un’organizzazione che sia maggiormente attinente alle reali esigenze e specificità del territorio.
“Il modello di governo dei siciliani non sarà la Provincia né il Comune ma la città metropolitana”, continua Armao.

La Sicilia è infatti l’unica regione italiana ad avere tre città metropolitane, ovvero Palermo, Catania e Messina. Aree di vasta estensione territoriale attorno cui costruire il nuovo sistema che nella concretezza sarà molto simile al modello delle legge che ha portato allo scioglimento degli Ato.

In attesa della definizione del testo per la creazione dei consorzi dei Comuni al quale sta lavorando l’assessore Chinnici, le aspettative di Armao sono positive.
“L’abolizione delle Province – ribadisce energicamente – mi sembra un passaggio naturale oltre che necessario. Si tratta di rispettare l’articolo 15 dello statuto della Regione Siciliana”.

L’entità del risparmio che si potrebbe ottenere? Per l’assessore Armao è prematuro, in questo momento, fare i conti. “Quella di valutazione economica – conclude – sarà una fase successiva. Adesso bisogna concentrarsi sull’organizzazione, e dopo, verrà il momento dell’ottimizzazione delle risorse”