“L’atteggiamento del governo Crocetta rispetto a questo declassamento francamente mi sembra irresponsabile e quantomeno disinformato”.

Reagisce così l’ex assessore regionale all’economia Gaetano Armao alle dichiarazioni rese stamani a BlogSicilia dall’attuale assessore Luca Bianchi secondo il quale kil declassamento è frutto delle scelte politiche del governo precedente.

Disinformato perché basta guardare al Dpef degli stessi Crocetta e Bianchi approvato dall’Ars appena un mese fa. A pagina 60 sono loro stessi a riconoscere al governo precedente di avere ridotto, in 5 anni, la spesa corrente di ben 5 miliardi di euro in pratica da 16 a 11 miliardi. Irresponsabile perché non intende prevedere nessuna manovra correttiva per porre rimedio al danno che loro stessi hanno fatto con questo bilancio e questa finanziaria”.

La gravità di questo declassamento dipende da tre fattori – continua Armao nella sua intervista a BlogSicilia -. Innanzitutto è la prima volta in assoluto che avviene un declassamento della Regione non collegato ad un declassamento del Paese. In passato era stata declassata l’Italia e come conseguenza le Regioni. Questo, invece, è un giudizio negativo non sull’Italia ma specificamente sull’andamento dei conti siciliani e sulla credibilità di questo governo. In pratica non si crede che possa tener fede ai suoi impegni economici, che possa pagare i suoi debiti. In secondo luogo è legato alle entrate fittizie che sono iscritte in questo bilancio. Bianchi scrive che il Pil scenderà, nel 2013, dello 0,5%. da sei mesi lancio l’allarme su questo dato. E’ chiaro a tutti che scenderà di 4 volte tanto ovvero del 2%. le agenzie di rating se ne sono accorte e dunque considerano le entrate della regione circa un quarto di quanto dichiarato nei conti”.

Tutto ciò, secondo Armao, comporta rischi seri nel breve e nel medio termine “Il terzo tema, infatti, è quello della clausola di salvaguardia inserita nei derivati della Regione che valgono, sul mercato internazionale, da 4 a 500 milioni di euro. Con questo declassamento il debito della Sicilia passa da credibile seppur tra le difficoltà, a debito ad alto rischio di insolvenza e questo comporterà l’avvio delle procedure di revoca. In pratica gli investitori internazionali potranno chiedere alla Sicilia il rimborso immediato dell’intera somma”.

La Sicilia – conclude Armao – è in mano al pressappochismo politico-economico. Non è più tempo di giochetti. occorre fare scelte serie e mirate per salvare la Regione. Purtroppo Crocetta sin dal suo insediamento pensa soltanto alle magnifiche sorti del suo Megafono”.