Arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Gaspare Como, 45enne, commerciante di Castelvetrano in provincia di Trapani, pregiudicato per associazione a delinquere ed estorsione, già sorvegliato speciale. Ad eseguire l’ordinanza è stata la Dia.

Si tratta del cognato del noto capomafia latitante Matteo Messina Denaro.

Nella stessa operazione, sono stati sequestrati una azienda commerciale di vendita al dettaglio di abbigliamento ed un immobile ad uso abitativo, che sorge a Triscina del Comune di Castelvetrano.

I provvedimenti sono stati emessi dal G.I.P del Tribunale di Marsala, Vito Sladino, su richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Marsala, che ha condiviso le risultanze della D.I.A., per lipotesi di reato di trasferimento fraudolento di beni, di cui allart. 12 quinquies del D.L. 8 giugno 1992, n. 306.

Si contesta a Gaspare Como, sposato con Bice Maria Messina Denaro, sorella del latitante Matteo, di aver avviato e gestito due esercizi commerciali per la vendita al dettaglio di abbigliamento siti in Castelvetrano ed in Marsala (TP), attribuendone, fittiziamente, la titolarità a compiacenti prestanomi, che risultano indagati a piede libero, nell’ambito del medesimo procedimento penale.

Ancora, nel corso delle indagini si è accertato che lo stesso Gaspare Como avrebbe acquistato un immobile ad uso abitativo, di recente costruzione, sito in Triscina, nota località balneare, facendone risultare fittiziamente proprietari alcuni imprenditori castelvetranesi, anchessi indagati.

Secondo l’ipotesi accusatoria condivisa dal G.I.P del Tribunale di Marsala, Gaspare Como avrebbe fatto ricorso alle suddette azioni interpositorie, per eludere la normativa in materia di misure di prevenzione.

Nei suoi confronti, già nel 2012, la Procura della Repubblica di Marsala, su indagini della D.I.A., aveva sottoposto a sequestro altri beni, tra cui immobili ed autoveicoli lussuosi, per le medesime ipotesi di intestazione fittizia.

Di recente, il Comune di Castelvetrano ha revocato a Gaspare Como, su indicazione della D.I.A., una licenza commerciale per vendita al dettaglio di abbigliamento, ottenuta in mancanza dei requisiti previsti dalla Legge.
Il valore dei beni sottoposti a sequestro ammonta a circa Euro 200.000.