La polizia di Stato ha arrestato Concetta Gangemi, 63 anni, e Nino Vittorio Tripodi, entrambi di Palmi per detenzione ai fini di spaccio di cocaina. I due corrieri di droga sono stati sorpresi nella rotonda di via Oreto. A bordo di un’auto con targa tedesca sono stati dentro un pannello ricavato nel vano motore due chili di cocaina per un valore di 250 mila euro. A scoprire la droga il cane “Dream” addestrato a scovare esplosivo e gli stupefacenti.

L’operazione è avvenuta nel contesto dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio in chiave “antiterrorismo”.
Poliziotti in divisa ed in abiti “civili” presidiano, infatti, luoghi di tradizio nale aggregazione di cittadini extracomunitari, siti sensibili e principali assi viari cittadini, ivi compresi gli snodi di ingresso e di uscita dal capoluogo.

Tra questi, la rotonda “Oreto”, da sempre particolarmente trafficata da cittadini e viaggiatori.

E’ qui che, ieri pomeriggio, ha avuto inizio l’operazione di polizia che ha portato all’arresto dei due “corrieri” di stupefacente: il prologo dell’intervento lo ha offerto il movimento sospetto di un’autovettura (con a bordo una conducente ed un passeggero), recante targa straniera, tedesca.

La conducente, una insospettabile casalinga, accortasi della presenza dell’auto della Polizia di Stato, improvvisamente, si è reimmessa in marcia in direzione della carreggiata autostradale, verosimilmente per evitare di rischiare un controllo da parte dei poliziotti; ne è conseguito un inevitabile approfondimento dei poliziotti che hanno intimavato l’ “Alt”, allo scopo di fermare l’auto e controllarne i passeggeri.

I due individui, all’atto del controllo, hanno manifestato segni di insofferenza e hanno motivavato la loro incerta manovra, facendo riferimento alla circostanza di non conoscere Palermo e di non essere una esperta guidatrice.
Anche alla luce dei risultati degli accertamenti, nel frattempo, effetuati sul conto dei sospetti (entrambi pluripregiudicati), i poliziotti hanno deciso di accompagnarli presso la caserma “Pietro Lungaro”.