La nostra attività di verifica sui fatti illeciti che riguardano la sanità siciliana non termina con questo episodio“. Con queste parole Leonardo Agueci, procuratore aggiunto di Palermo e responsabile della sezione che indaga sui reati contro la pubblica amministrazione lancia un messaggio chiaro: il filone d’inchiesta che riguarda irregolarità commesse da pubblici ufficiali nel sistema sanitario della Regione Siciliana è tutt’altro che esaurito.

Agueci, insieme al procuratore capo Francesco Messineo, ha illustrato stamattina i particolari dell’inchiesta che ha portato oggi all’arresto dell’ex commissario dell’Asp Salvatore Cirignotta e di Carlo Carollo, procuratore della ditta Fater, l’azienda che il manager avrebbe cercato di favorire.

“Abbiamo in corso delle indagini – ha spiegato Agueci – su segnalazioni dell’amministrazione regionale. Molte delle quali riguardano presunte anomalie nell’iter delle gare d’appalto. Altre ancora sono nate su segnalazione dello stesso Cirignotta, su cui stiamo lavorando. Riguardano sempre fatti illeciti all’interno della sanità e anche in riferimento ad alcune gare”.

Il procuratore Messineo ha tenuto invece a sottolineare che “questa indagine nasce dalla denuncia del presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, e dell’assessore alla Salute Lucia Borsellino. Un episodio emblematico di interferenza nell’aggiudicazione di una gara d’appalto che evidenzia l’esistenza di un diffuso fenomeno di malcostume all’interno della pubblica amministrazione e della Regione in particolare”.

Crocetta e Borsellino il 31 gennaio dello scorso anno, segnalarono l’episodio di interferenza sui componenti della commissione che avrebbe dovuto aggiudicare la gara per una fornitura di pannoloni alla Asp per 50 milioniLa denuncia fece scattare le indagini che avrebbero accertato, anche grazie ai riscontri venuti fuori da perquisizioni, il ruolo di Cirignotta. L’ex commissario avrebbe fatto pressioni sulla commissione, anche minacciando ripercussioni lavorative, perché l’appalto andasse alla Fater anziché alla Santex, la ditta per cui i commissari propendevano visto che aveva fatto l’offerta migliore. “Non è stata provata al momento la corruzione – ha spiegato Messineo – ma solo la turbativa d’asta”.

Il capitano dei carabinieri Vincenzo Amorosi, che ha guidato il nucleo investigativo, non ha escluso tentativi di depistaggio o inquinamento delle indagini. “Abbiamo avuto delle sensazioni ma per il momento stiamo verificando. C’è una sostanziale coincidenza tra ciò che hanno raccontato i commissari in fase di denuncia e quello che è emerso durante le indagini, tra il quadro che era stato prospettato e il riscontro che siamo riusciti ad acquisire durante l’attività investigativa”.