E’ il giorno dei conti. o almeno il primo giorno dei nuovi conti. La commissione Bilancio dell’Ars inizia la sua analisi sulla manovra correttiva da 132 milioni (già 4 min meno rispetto alla stesura di due settimane fa), tornata indietro dopo il voto dell’aula alla luce di un emendamento di riscrittura, firmato dall’assessore all’Economia Roberto Agnello, che sostituiva le coperture per comuni e forestali, prevedendo il ricorso ai risparmi sulla sanità in sostituzione del mutuo da 100 mln di euro.

L’organismo parlamentare è convocato per stamani e proseguirà i suoi lavori con due seduta giornaliere, mattina e pomeriggio, fino giovedi’. A parlare è il vice Presidente Vicario della Commissione, quel Vincenzo Vinciullo del Pdl la cui mozione votata all’ars bloccò l’iter della manovrina rimandandola in commissione per carenza di copertura “Ci auguriamo che il governo, senza fare sterili polemiche, si presenti in commissione con coperture certe alla manovra – dice Vinciullo – siamo pronti ad approvare subito il testo, dipende dal governo”.

Ma l’analisi sarà tutt’altro che facile. Bisogna trovare fondi che sulla carta non esistono e per questo riemerge la possibilità di riunificare la manovra”salva stipendi” alla finanziaria bis dalla quale era stata stralciata per far presto e sbloccare gli emolumenti di quasi 36mila lavoratori. In realtà è andata in modo diverso ed oggi i tempi, ben più lunghi del previsto, potrebbero coincidere.

Ma i guai per la commissione bilancio e, a seguire, per l’aula e per il governo potrebbero essere ben peggiori di quelli che derivano dal salva stipendi e da 36mila lavoratori fino ad ora fin troppo pazienti. Le notizie emerse nello scorso fine settimana sulla possibilità che i conti regionali del 2013 possano non essere approvati da Ministero e Corte dei Conti mettono in allarme anche per il bilancio 2014 sul quale potrebbero ricadere le conseguenze dello scorso anno.

Per fare il punto sullo stato dei conti pubblici della Regione proprio alla luce del presunto sforamento del patto di stabilità e sulla delicata questione dei residui attivi che stanno mettendo in allarme Palazzo dei Normanni, la commissione Bilancio dell’Ars,  ha chiesto alla Corte dei Conti la disponibilità ad organizzare un’apposita seduta dell’organismo parlamentare. La riunione doveva tenersi alla fine di maggio, comunque dopo le elezioni europee e l’approvazione, in aula, della manovra correttiva. A causa dello slittamento della manovra, tornata in commissione, la riunione con la Corte dei Conti è stata posticipata di qualche giorno e si terrà probabilmente nei primi giorni di giugno.

Intanto la Corte dei Conti è in attesa di ricevere dal governo il rendiconto 2013 della Regione siciliana, documento che deve essere depositato entro il 31 maggio per l’esame di parifica da parte dei giudici contabili. Una parifica che potrebbe, per la prima volta nella storia, non arrivare con tutte le conseguenze che ne deriverebbero per la finanza regionale, per i lavoratori e per governo e Parlamento.

Mentre l’Ars cerca improbabili coperture per salvare il salvabile e portare la manovra in aula esattamente fra una settimana (il prossimo martedì, quello dopo le elezioni) i sindacati, sempre più allarmati, preparano un nuovo sciopero generale. Oggi hanno dettato il loro ultimatum alla Regione siciliana.

“La situazione in Sicilia è drammatica e siamo fortemente preoccupati per la grave crisi economica, sociale e amministrativa in cui la Sicilia è sprofondata, e per il futuro dei trentamila lavoratori che dipendono dal bilancio regionale, da mesi senza stipendio. La politica è indifferente ai bisogni dei cittadini, per questo diciamo basta a giochi di potere che rendono questi lavoratori dei veri e propri ostaggi – dicono Michele Pagliaro segretario generale della Cgil Sicilia, Maurizio Bernava, segretario generale della Cisl Sicilia e Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia. È arrivato il momento di dire basta. Proclamiamo – avvertono – lo stato d’agitazione e, in assenza di risposte da parte del Governo Crocetta, annunceremo la mobilitazione generale”.

E in queste condizioni arriva anche l’attacco, l’ennesimo, di Leoluca Orlando nella sua qualità di rappresentante dei comuni siciliani “Ancora una volta siamo costretti a fare i conti con le instabilità e le incertezze del Governo regionale. Infatti nonostante le rassicurazioni arrivate a seguito dell’assemblea dei Comuni dell’Isola di giorno 5 maggio 2014 circa l’impegno di riportare lo stanziamento per gli enti locali ai livelli del 2013 incrementando di ulteriori 100 milioni le spese di investimento ancora oggi non si ha alcuna certezza che ciò possa realmente avvenire”.

“In questi ultimi giorni si è assistito ad un balletto di cifre che ha pochi precedenti e del quale rischiano di fare le spese i Comuni. Lo stesso riproporre che ulteriori 15 milioni siano destinati ai comuni di minore dimensione demografica risulta essere non soltanto contrario alle richieste di questa associazione ma anche alle stesse necessità di quella fascia di comuni. Ci auguriamo che questo Governo regionale – forse eccessivamente distratto dalla campagna elettorale per le elezioni europee – possa comprendere che senza i 100 milioni promessi i Comuni con popolazione al di sopra dei 5000 abitanti non saranno in condizioni di fare i bilanci per il 2014”.

Come se tutto questo non bastasse sempre oggi un’altra Commissione, la I che si occupa di affari istituzionali torna a parlare di nomine. Al vaglio i direttori generali di Asp, ospedali e Policlinici. All’ordine del giorno ci sono anche le nomine nel Cga (Giuseppe Grasso) e all’Ente lirico teatro Bellini di Catania (Filippo Cosentino e Maria Rosa De Luca).