Doveva essere maratona, è stata un nuovo semi flop. Entro oggi la Finanziaria regionale dovrebbe vedere la luce ma la manovra è di nuovo bloccata. Sono solo 25 su 102 gli articoli trattati che sono stati approvati nel corso di una seduta con Crocetta ancora assente e le opposizioni a protestare e che si è conclusa poco prima di mezzanotte bloccandosi sulle norme che riguardano i comuni.

In realtà l’approvazione è arrivata solo per 23 articoli mentre sono due quelli bocciati. governo e maggioranza sono caduti sull’articolo 11 con le Unioni dei comuni che perdono 1 milione e 600 mila euro e sulle assunzioni dei 186 dipendenti ex Coinres.

Si ricomincia oggi alle 11. la decisione di rinviare è giunta quando l’assessore alle Autonomie locali, Ettore Leotta, ha chiesto tempo per approfondire un emendamento all’art.6 sui finanziamenti ai comuni; in quel momento in aula era presente meno della metà dei deputati della maggioranza che avrebbe rischiato di andare ancora sotto di fronte alla richiesta di voto segreto che il M5 era pronto a presentare.

Il governo, tra l’altro, non ha ancora sciolto il nodo relativo al finanziamento degli aeroporti di Comiso e Trapani-Birgi, un punto sul quale si
è creato un fronte trasversale in aula, del quale fanno dichiaratamente parte anche deputati Pd, a difesa dei due scali e che non intende rinunciare alle risorse, da circa un milione e mezzo.

Nonostante le polemiche sull’assenza di Crocetta l’opposizione ha permesso che si approvassero alcune importanti nome come le proroghe dei contratti dei precari degli enti locali e dei 6.000 Asu; i fondi per gli stipendi dei dipendenti delle ex Province, il nuovo mutuo da 145 milioni, l’accantonamento di 673 milioni di fondi per lo sviluppo dirottati a copertura di parte del concorso della Regione all’equilibrio di finanza pubblica, ai 30 milioni per gli interventi di viabilità assegnati ai Liberi consorzi, alle conciliazioni con i 45 co.co.co dell’assessorato al Territorio, al funzionamento della Conferenza Regione-autonomie locali, a 5 milioni e mezzo aggiuntivi per l’Eas in liquidazione, a 138 mila euro per il
personale dell’Istituto regionale vini e oli, a 24 milioni come sostegno alle comunità alloggio per il ricovero dei minori, a 10 milioni per i consorzi di bonifica, a 297 mila euro per in favore delle istanze già approvate per le attività turistiche, sportive, musicali, ricreative a valere su un bando
dell’assessorato al Turismo.

Proprio sull’uso dei fondi Fsc destinati agli investimenti e usati a copertura della spesa corrente, però, la polemica è alta con le opposizioni che pur permettendo l’approvazione denunciano come si stai vendendo il futuro della Sicilia alla logia dei tagli e dei ripiani.

Accantonati alcuni articoli, tra cui quello che prevede l’esenzione dal ticket anche per gli inoccupati e che secondo il  ragioniere generale della Regione non avrebbe la necessaria copertura finanziaria, considerando dunque esiguo l’importo di 500 mila euro iscritto nella norma che era stata approvata in commissione Bilancio.

Proprio sull’esenzione ai ticket per gli inoccupati i 5 stelle danno battaglia. Secondo i grillini i fondi ci sono ed oggi dovrà arrivare il via libera ad una norma originariamente proposta proprio da loro. “Si può arrivare anche a 20 milioni di euro – dice Giancarlo Cancelleri – basta volerlo”.

Con l’ok all’articolo 19 si porrebbe fine ad una grave ingiustizia sociale, ovvero la disparità di trattamento tra inoccupati (coloro che non hanno mai lavorato) e disoccupati, coloro che hanno perso il lavoro.

“Si tratta di persone – afferma la prima firmataria dell’emendamento originario, Vanessa Ferreri  – svantaggiate allo stesso modo e che sarebbe profondamente ingiusto continuare a trattare in maniera diversa. Nelle altre regioni a statuto speciale questa differenza è stata abolita. La Sicilia non può essere da meno”.

Ma l’unica vera e dura opposizione in aula sta arrivando proprio dai 5 stelle. Non cambia il giudizio del M5S sulla manovra, giudicata impresentabile, e su un governo ed una maggioranza che non perdono occasione per mostrare la loro inadeguatezza. “Il ritorno alle urne – dicono i deputati Cinquestelle – non può essere più rinviato”.