Il dibattito sull’esercizio provvisorio della Regione in corso all’Ars rimarca le posizioni di maggioranza e opposizione con quest’ultima che sottolinea le presunte divergenze fra il governatore Crocetta e l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei.

“Non ci interessano le guerre interne – dice in aula Nello Musumeci (lista Musumeci) , il proconsole romano mandato da  Renzi: ci dica il governo regionale quali riforme vuole fare e quando vuole cominciare a farle. E ci dica Renzi quando vuole restituire alla Sicilia quello che le è stato negato per troppo tempo”.

Proprio l’esponente del centrodestra rilancia l’idea di un confronto  col governo di Roma “sulla concreta attuazione delle norme finanziarie dello Statuto. Senza complessi di colpa o di inferiorità. E Crocetta non ha la necessaria autorevolezza per farlo”.

Secondo il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone il “provvedimento presentato dal Governo, un mix effervescente tra Esercizio Provvisorio, Legge Finanziaria e Variazione di Bilancio, è palesemente confuso e inefficace”.

Falcone ha ricordato che “già in Commissione siamo riusciti ad impedire ‘l’assalto alla diligenza’ scongiurando il pericolo che questo DDL diventasse il vagone dove far viaggiare norme tra le più disparate.Con questo DDL del Governo ipotechiamo sicuramente in negativo il futuro degli Enti Locali e della platea del precariato”.

Durante i loro interventi gli esponenti del centrodestra hanno ipotizzato, per fare cassa,  la liquidazione delle Partecipate e la chiusura di Riscossione Sicilia. “Perché non si scioglie l’Esa e si trasferisce il personale all’assessorato Agricoltura? Perché non si chiudono i dieci Istituti per le case popolari, quasi tutti diventati coacervi del malaffare e dell’inefficienza?”, ha chiesto ancora Musumeci.

Anche Ncd, attraverso il capogruppo D’Asero esprime “parere del tutto negativo sull’operato del governo che tende a inserire di tutto e di più, trasformandolo in una sorta di Finanziaria per quattro mesi”.