L’Assemblea Regionale Siciliana ha affondato il disegno di legge del governo regionale che prorogava di sei mesi il commissariamento delle Province, atto funzionale all’abolizione degli enti e all’istituzione dei liberi consorzi entro il 30 giugno.

E’ stato approvato, infatti, con 33 voti a favore e 32 contrari, l’emendamento presentato dall’opposizione che sopprimeva il primo articolo del testo.

Il governo, che con Rosario Crocetta aveva parlato di “forti resistenze al cambiamento in vasti settori dell’Assemblea”, dunque, esce sconfitto. Urla in aula e seduta sospesa dal presidente Giovanni Ardizzone per cinque minuti.

Alla ripresa dei lavori, il presidente dell’Ars ha spiegato che “siamo in sessione di bilancio e la questione può essere ripresentata entro i primi di gennaio. Si tratta di un testo di proroga dei commissariamenti e si può ancora rimediare”.

“Si è bocciata una proroga – ha chiarito poi il presidente della commissione Affari istituzionali Antonello Cracolicima non la legge 7 che abroga le province. Ciò significa che dobbiamo completare la riforma in teoria entro il 31 dicembre, o comunque entro i 45 giorni di proroga ordinaria dei commissari”.

“L’approvazione dell’emendamento del nostro gruppo dimostra che una parte dei deputati, di tutti i gruppi, è stanca di assistere impotente ai continui rinvii di un governo incapace di sostituire le province che dice di volere cancellare”, ha commentato il deputato Nello Musumeci. Il capogruppo all’Ars ha precisato che “col voto d’aula di oggi si pone fine a questo teatrino e si impone all’Ars di varare una legge entro un mese e mezzo. Che si mantengano le Province o che si cambi il loro nome in ‘Liberi consorzi’ per noi poco conta. L’importante e’ che gli organi di gestione operino a titolo gratuito e che siano eletti direttamente dal popolo e non nominati dai partiti”.

Parla di “sconfitta politica del presidente Crocetta” il capogruppo Pds-Mpa all’Ars Roberto Di Mauro: “Oggi, davanti ad un voto sull’unico vero atto compiuto in un anno e mezzo dal Governo Crocetta, si è mostrato in modo lampante che non esiste una maggioranza politica. Sarebbe bene che il Presidente ne prendesse atto e cominciasse a ragionare su come portare in Aula provvedimenti e tenere comportamenti politici che favoriscano l’approvazione di leggi davvero utili per la Sicilia e per risollevarne l’economia”.

“Questo è il prezzo che si paga quando c’è una maggioranza raffazzonata e non politica”, commenta il deputato Ncd Pietro Alongi, secondo il quale “il presidente Rosario Crocetta probabilmente ha dimenticato che la politica è una scienza esatta. Continuando di questo passo, la Sicilia e i siciliani pagheranno un prezzo salatissimo”.

Secondo il il capogruppo M5s Giancarlo Cancelleri, in Sicilia si deve tornare al più presto al voto: “Togliendo noi, rimangono 19 voti alla maggioranza dopo il voto di oggi, un po’ scarsa come maggioranza. Anche l’opposizione ha poco da ridere perché abbiamo perso tempo in una situazione incredibile e siamo tornati al punto di partenza. Per noi le Province sono enti inutili e basta. A questo punto dobbiamo sperare in Roma per eliminare le Province”.

Per il presidente del gruppo Pd all’Ars Baldo Gucciardi, il voto in aula “ci vincola adesso ad una accelerazione del percorso per il completamento della riforma delle Province e l’istituzione dei liberi Consorzi dei Comuni. Dopo il voto di oggi – continua Gucciardi – che ha anche un significato politico, tutte le forze a partire da quelle della maggioranza sono chiamate a dire chiaramente come la pensano. Ognuno – conclude – si assuma le proprie responsabilità a cominciare dall’esame di Bilancio e Finanziaria”.

“Appena ieri avevo detto che ogni tanto l’Ars non offre una bella immagine di sé, e oggi la mia considerazione è stata confermata – ha detto il presidente della commissione Affari istituzionali Bruno Marziano (Pd) -: nascondendosi dietro il voto segreto, qualcuno ha manifestato un dissenso che avrebbe dovuto invece esporre pubblicamente“.

Per il deputato di Articolo 4 Lino Leanza bisogna subito uscire dalla situazione di vuoto normativo venutosi a creare: “Purtroppo è accaduto quello che tutti temevano. Per affrontare il nodo ‘riforma delle province’ ora è necessario ripartire subito dal disegno di legge Cracolici e farne una priorità subito dopo bilancio e finanziaria. Il governo si impegni – conclude Leanza – perché la norma venga approvata dall’Ars entro la fine di gennaio”.

“Quello che è successo oggi in Aula all’Ars è un fatto gravissimo, che ostacola il percorso di rinnovamento degli enti locali che il governo regionale e la sua maggioranza stanno portando avanti in Sicilia”. Lo afferma il segretario regionale dell’Udc, Giovanni Pistorio, il quale osserva: “Probabilmente ciò è frutto della confusione e della tensione di una sessione parlamentare molto delicata e complessa, nella quale bisogna approvare anche la finanziaria: la maggioranza che sostiene il presidente Crocetta, quindi, si è mostrata nervosa e non sufficientemente compatta”.

Secondo Giuseppe Picciolo, capogruppo dei Drs all’Ars, “emerge una posizione molto frastagliata tra i partiti di maggioranza. Tra assenze e franchi tiratori abbiamo toccato oggi il minimo storico. Da questa analisi bisogna ripartire e riconsiderare i motivi dello stare assieme attorno al progetto di Rosario Crocetta con lealtà e trasparenza per la realizzazione del programma e delle riforme, in primis quella dell’abolizione delle province entro i quarantacinque giorni previsti”.