“Da un anno e mezzo mi trovo fuori da ogni commissione, senza poter svolgere il mio ruolo da deputato”. Tuona così il parlamentare regionale Marco Forzese che oggi in conferenza stampa a Catania si è abbandonato ad un lungo je accuse.

Forzese si dimise da presidente della I commissione Ars (Affari Istituzionali) in seguito ad una polemica sulla procedura adottata per la ratifica delle nomine all’Irsap.

Il politico catanese oggi ha ricordato che recentemente si è provveduto ad avviare il riequilibrio delle commissioni Ars in seguito alla modifica della mappa politica di Sala d’Ercole. “Negli ultimi anni – dice Forzese – numerosi parlamentari hanno cambiato casacca, passando a partiti più ambiti, con il risultato di gruppi non rappresentati in Consiglio e nelle commissioni. Vi sembra democratico?”

Su questa vicenda e sul proprio caso istituzionale, Forzese rivolgendosi al presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone avverte: “Sto preparando dei pullman, in molti mi seguiranno. Siamo pronti ad occupare fisicamente Palermo affinché si possa ristabilire un concetto di legalità all’Ars, e non ci fermeremo fino a quando non verrà tutelata la regolare applicazione delle regole”.

Non mancano i fendenti nei confronti dell’esecutivo ed in particolare contro l’assessore Mariella Lo Bello, titolare anche della delega alla formazione: “Da quando ha preso il posto della Scilabra – tuona Forzese – non ha fatto altro che peggiorare la situazione, non risolvendo nessuno dei problemi che, di conseguenza, sono rimasti cristallizzati. Ha detto che verranno recuperati 408 dipendenti del personale della formazione? Bene, e gli altri? Dove verranno collocati? Ogni giorno ci giungono notizie riguardo tentativi di suicidio e gente disperata: non possiamo permetterlo, basta!”

Un capitolo della conferenza stampa, infine, Forzese lo dedica all’Istituto Incremento Ippico dove “da troppi mesi, ormai, 38 famiglie di vincitori di concorso non ricevono stipendi. E perché? Perché non si provvede al pagamento diretto, ma tramite un consulente: non si può andare avanti così. La Regione decida una volta per tutte se mantenere o meno l’ente”.

Infine una stoccata politica: “Se sono convinti di fermarmi offrendomi in seguito il ruolo di Presidente di commissione si sbagliano – conclude polemico Forzese – andrò avanti finché queste e altre situazioni non verranno risolte.”