Si spegne, ma solo provvisoriamente, uno degli “incendi” della calda estate dell’Ars. Definitivo stop all’ipotesi di una variazione di bilancio che doveva servire a trovare i soldi per gli enti locali in difficoltà, in particolar modo per pagare gli stipendi ai dipendenti delle province, sbloccare le attività delle partecipate provinciali, garantire l’avvio degli anni scolastici dei licei, evitare il crack dei comuni minori. Uno stop deciso già la settimana scorsa nel corso di un accordo fra maggioranza e governo ma adesso comunicato ufficialmente anche alle parti interessate.

Di variazioni di bilancio si tornerà a parlare dal 6 settembre in poi e questo garantisce tempi che si allungano anche per l’avvio dell’analisi del bilancio di previsione e del documento triennale di programmazione economica e finanziaria. se ne parlerà quasi certamente con il nuovo anno, ricorrendo, ancora una volta, all’esercizio provvisorio.

Per far fronte all’emergenza ieri è stato firmato il decreto di trasferimento alle province di 34 milioni di euro. Si tratta dei fondi provenienti dallo Stato quale rimborso per le tasse sulle accise. Somme che serviranno a dare respiro agli enti intermedi soppressi. In particolare i commissari potranno usarli per pagare, entro qualche giorno, gli stipendi arretrati, le spese per l’avvio dell’anno scolastico nei licei provinciali, le spese per servizi resi. Una boccata d’ossigeno per Siracusa dove devono ancora essere pagati gli stipendi al personale di giugno e luglio, o per Enna dove sono in ritardi gli stipendi di luglio.

Non si tratta di nuovi trasferimenti o di risorse aggiuntive ma di previsioni già presenti nel bilancio 2013 non ancora giunte dallo Stato e dunque non trasferite, almeno fino ad ora. Le somme basteranno per tutto il mese di settembre e, in alcune ex province, anche per ottobre ma non saranno sufficienti a chiudere l’anno. Anno scolastico al via, dunque, ma senza certezze per la prosecuzione.

Secondo la Regione servono altri 15 o 16 milioni per completare la dotazione delle province, secondo l’unione delle province, invece, ne mancano almeno altri 53, una differenza non da poco. A settembre ci sarà nuovamente battaglia in attesa di una riforma che dovrebbe essere varata entro il 31 dicembre ma che è improbabile veda la luce per tempo.

Restano al palo, invece, i piccoli comuni che non riceveranno nulla in estate e possono solo sperare che si rovino risorse a settembre o rassegnarsi al crack. Proprio per questo in agosto daranno vita a manifestazioni di piazza, consigli comunali aperti ed altre iniziative per tenere alta l’attenzione sulla loro situazione. 

La battaglia, invece, è tutt’altro che rinviata sul reperimento di altre risorse, quelle da destinare agli enti della ex tabella H p almeno a una parte di essi. Articolo 4 fa la battaglia per disabili e assistenza ai malati terminali, il Pd per salvare la cultura ed entrambe le formazioni sono in maggioranza.

In queste ore una rappresentanza dei ciechi sta per essere ricevuta dalla commissione bilancio: ”Il presidente della Regione Rosario Crocetta ha trovato i soldi per finanziare la festa del Cous Cous di San Vito Lo Capo e ha elargito contributi per analoghe manifestazioni, ma non e’ stato in grado di reperire i fondi per garantire i libri Braille ai bambini ipo e non vedenti” – denuncia il vicepresidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Giuseppe Terranova.