Un dialogo con la propria interiorità intrapreso con la volontà di analizzarsi e conoscersi, un intenso rapporto con se stesso che viene espresso attraverso al pittura.

Pittore autodidatta, Pino Concialdi, utilizza un linguaggio volutamente espressionista, che permette all’artista di tradurre in veloci segni cromatici la propria pulsione ideativa e creativa. Tutto ciò si palesa in una inclinazione auto-ritrattistica che parte dalla tradizione dell’Espressionismo tedesco di Die Brucke, passando dagli imprescindibili modelli di Schiele, Schonberg e Munch, e soprattutto dal violento cromatismo gestuale di Vincent van Gogh, arrivando a manifestare “come una personalissima rivisitazione, quei codici linguistici in grado di conferire una “forma” narrativa, stilisticamente compiuta e definita, ai peculiari vissuti di cui egli è depositario e portatore.

L’incisività “fisiognomica”, la pittura dall’evidente “eccentricità”, quindi, quella di Concialdi, che, “pur richiamando alla mente altri illustri esempi (gli auto-ritratti di Ligabue, oltre a quelli già citati), se ne distacca, tuttavia, non solo per l’assenza di pulsioni di carattere psichiatrico (e quindi di “urgenze” operanti come molle coattive di natura incontrollabile), nonché di qualsivoglia spontaneismo di tipologia naif, essendo l’agire di Concialdi tutt’altro che “ingenuo”.

Tratta la superficie cartacea con decise monocrome pennellate ad olio cosi da creare uno sfondo, quasi un “quinta” scenografica, dal quale emerge plasticamente il volto e il busto definiti con una serie di precisi tratti. “Un “modus operandi” caratterizza la pittura di Concialdi – afferma il critico Salvo Ferlitola cui evidente e non comune originalità è stata oggetto di attenzione e considerazione da parte di esperti e di colleghi (fra i quali giova ricordare Silvio Benedetto, Anna Kennel, Bice Triolo e sopra tutti Croce Taravella, il quale, anni addietro, proprio insieme all’artista ha effettuato un intervento di Land Art alla barriera frangiflutti di Termini Imerese e che non a caso è stato anche il promotore e il curatore di una sua precedente mostra personale alla galleria Il Labirinto), facendone decisamente “un caso a parte” nel panorama artistico insulare”.

Presso lo Spazio Bquadro (via XII gennaio 2, Palermo) si inaugura la personale “Ego et mea imago” di Pino Concialdi, pittore di Termini Imerese, a cura del critico d’arte e giornalista Salvo Ferlito. Da stasera, 9 luglio, alle 21.00 fino al 23 luglio, tutti i giorni esclusi i festivi e i lunedì dalle ore 10 alle 12; dalle ore 17 alle 19,30.