Oltre cinquanta cittadini stranieri, migranti di origine africana – ospiti da qualche mese dei centri di accoglienza di Agrigento, Villaseta e Porto Empedocle e provenienti da Ghambia, Eritrea, Nigeria, Mali e Somalia – hanno visitato stamani alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento la mostra “Fausto Pirandello. Il tempo della guerra 1939-1945″.

L’iniziativa, intitolata “A come Arte, A come Accoglienza”, è stata promossa dall’Associazione Aquarinto, ente capofila per la provincia di Agrigento dei progetti SPRAR (sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati politici) e ha come obiettivo l’integrazione dei profughi attraverso la conoscenza del tessuto cittadino in cui vivono. Nella visita guidata alla mostra di Fausto Pirandello – in corso fino al prossimo 23 febbraio, con ingresso gratuito – erano accompagnati dagli assistenti sociali, dai mediatori culturali e da tre interpreti di lingua inglese, francese e araba. Incuriositi dal percorso espositivo hanno fatto moltissime domande e si sono appassionati alla vicenda umana e artistica di Fausto Pirandello, figlio del Premio Nobel Luigi, tra i maggiori drammaturghi del Novecento.

Il processo di integrazione – spiega Giusy Naso, mediatrice culturale del centro di Villaseta – passa attraverso innumerevoli percorsi; l’arte è uno di questi: un importante mezzo per conoscere da vicino la storia di un Paese ma anche molti altri elementi della vita quotidiana che accomunano fra loro i popoli del Mediterraneo. Ringraziamo l’Associazione Amici della Pittura per aver accolto la nostra proposta e averci ospitato alle Fabbriche Chiaramontane: uno spazio che ha incuriosito i nostri utenti per la bellezza che emana e per la magia e lo stupore che solo l’Arte e i suoi più grandi interpreti, è il caso di Fausto Pirandello, sanno risvegliare in ogni essere umano”.

L’associazione Aquarinto, nell’ambito dei progetti SPRAR, ospita in ogni casa di accoglienza meno di una trentina di profughi coinvolti in numerose iniziative sul territorio per facilitarne l’ integrazione nella comunità: dalle passeggiate nei luoghi storici ai lavori socialmente utili, dall’attività sportiva con le squadre locali alla visita di mostre ed eventi culturali.