Il Comune di Palermo pubblica le graduatorie definitive dei bambini ammessi a frequentare gli asili nido per l’anno scolastico 2013/2014: quasi mille piccoli – 941 per la precisione – restano “tagliati” fuori. A fronte di una capienza di 930 posti totali, ci sono state infatti 542 riconferme e 388 nuovi ammessi. Le domande presentate erano in tutto 1.329.

L’assessore alla Scuola, Barbara Evola, allarga le braccia: “I dati raccolti testimoniano il bisogno, sempre maggiore, delle famiglie di essere supportate dai servizi comunali. Stiamo cercando di ristrutturare alcuni asili al momento chiusi e di ricorrere anche a progetti rivolti all’infanzia per sopperire alle richieste non soddisfatte”. Gli asili nido attivi al momento sono 25. Due di questi, in vista di alcuni lavori di ristrutturazione, non hanno accettato nuove iscrizioni, preferendo garantire il servizio solo ai bambini riconfermati. Sono invece tre gli asili ancora chiusi: “Mimosa”, “Galante” e “Drago”. Per ristrutturarli servono circa 500 mila euro ciascuno. “A marzo – riferisce l’assessore Evola – doveva uscire il decreto di finanziamento della Regione, che però stiamo ancora aspettando”.

In assenza di strutture che possano accogliere tutte le richieste provenienti dalle famiglie, l’alternativa si chiama “piani di azione-coesione”. Nell’ambito del programma triennale nazionale, varato dall’ex ministro Fabrizio Barca, è previsto anche il potenziamento dei servizi all’infanzia, ovvero quelli destinati ai bambini di età compresa fra 0 e 3 anni. Per il “pacchetto infanzia” ci sono a disposizione fondi per l’aumento strutturale dell’offerta di servizi (asili nido pubblici o convenzionati; servizi integrativi e innovativi); per l’estensione della copertura territoriale e sostegno alla gestione delle strutture; per il sostegno alla domanda e accelerazione dell’entrata in funzione delle nuove strutture; per il miglioramento della qualità e della gestione dei servizi socio educativi. “Stiamo cercando di lavorare assieme alla Regione – spiega l’assessore Evola –. Il Comune sta mettendo a punto alcuni progetti per accedere alle risorse riservate alla Sicilia”.

Si tratta però di una programmazione a medio-lungo termine. Restano irrisolti i “nodi” contingenti. Le famiglie che non sono riuscite ad iscrivere i propri figli negli asili nido comunali hanno poche alternative: tenere a casa i bambini, affidarli a parenti (soprattutto i nonni) oppure iscriverli in strutture private, per chi se lo può permettere. I più fortunati possono sperare di essere “ripescati” dalla graduatoria: “Nel corso dell’anno – conclude l’assessore Evola – c’è sempre la possibilità che si liberino alcuni posti. Anche se le variazioni rispetto ai numeri al momento delle iscrizioni non sono sostanziali”.