Con zappe e picconi, in trecento ieri hanno preso possesso di Borgo Borzellino, un insediamento rurale dell’Esa nelle campagne tra Camporeale e San Cipirello in totale abbandono, circondato da un vasto terreno incolto, e piantato il primo albero di olivo.

Quindi a palazzo d’Orleans nel pomeriggio è stato consegnato all’ufficio di presidenza della Regione il ddl che la Flai intende portare avanti come proposta di iniziativa popolare da sottoporre all’Ars. Presenti all’occupazione simbolica del terreno il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà, il segretario nazionale della Flai Stefania Crogi, il segretario regionale Totò Tripi, i sindaci di Monreale e San Giuseppe Jato e la Legacoop.

La Flai, con l’iniziativa “Dalla terra il lavoro”, ieri ha dato il via a una mobilitazione a sostengo del progetto per restituire ai siciliani le terre incolte non ancora assegnate dalla Riforma agraria. “Abbiamo ripulito il posto dalle erbacce e presentato alla gente il nostro progetto. Oggi piantando l’olivo, un vero albero di un metro e 80, abbiamo fatto il primo passo, cominciando a coltivare un posto abbandonato e coinvolgendo i lavoratori dell’Esa, dei consorzi, i volontari dei campi di lavoro dei beni confiscati alla mafia, i pensionati, i giovani del circondario e tantissimi lavoratori dell’agricoltura – dice il segretario Flai Cgil di Palermo Tonino Russo – Abbiamo distribuito semi di girasole: è il primo passo verso una nuova cultura del lavoro, un seme che dovrà germogliare per dare a cooperative di giovani la possibilità di avere assegnate queste terre per renderle produttive e creare occupazione. Torneremo a innaffiare l’ulivo e intanto chiediamo che il ddl presentato diventi legge della Regione”.