E’ stata assegnata una scorta a Lucia Borsellino, ex assessore alla Salute della Regione siciliana e figlia del magistrato ucciso nella strage mafiosa di via D’Amelio.

La decisione e’ del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza. Non si conoscono i motivi che l’hanno
determinata. L’ex assessore e’ ora protetta da un’auto blindata e da due uomini armati. La tutela e’ stata affidata alla polizia di Stato.

Lucia Borsellino si era dimessa il 2 luglio scorso “per ragioni -aveva scritto- di ordine etico e morale e quindi personale, sempre piu’ inconciliabili con il mio mandato”.

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L’attribuzione della scorta a Lucia Borsellino è certamente significativa, soprattutto alla luce dello scandalo seguito alla presunta intercettazione tra Crocetta e Matteo Tutino in cui il medico personale del governatore avrebbe detto che Lucia Borsellino “va fatta fuori come il padre”.

Un’intercettazione diventata un giallo, la cui esistenza viene smentita dalle Procure siciliane e che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei due giornalisti che hanno pubblicato l’articolo su L’Espresso per diffusione di notizie false e tendenziose e calunnia.