Acque agitate in Assemblea regionale siciliana dopo l’ennesima seduta a vuoto del Parlamento siciliano ed in attesa che giunge venerdì 25 quando il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, dovrà riferire in aula sulla crisi di governo.

Una crisi che sulla carta dovrebbe essere superata in base alla quasi pace fatta fra il Pd ed il governatore che nei giorni scorsi ha debuttato quale componente del gruppo. ma in realtà la situazione è tutt’altro che chiara viste le tensioni interne ai Drs, l’annunciato rimpasto dopo i congressi del pd ed il continuo andare sotto della maggioranza in aula.

Ad affrontare lo stop dei lavori d’aula dovrà essere, oggi, la conferenza dei capigruppo convocata formalmente per le 12 ma che dovrebbe riunirsi intorno alle 14 secondo indiscrezioni. I lavori dovrebbero servire a rivedere il calendario d’aula a partire dalla prossima settimana. Fra i provvedimenti per i quali viene chiesta la calendarizzazione c’è la mozione di sfiducia dei 5 stelle firmata anche da 3 deputati della Lista Musumeci e almeno un pidiellino ma la capigruppo potrebbe non poterla affrontare. Si attende, infatti, che la segreteria generale confermi la verifica delle firme e dunque l’ammissibilità della mozione.

Superato lo scoglio delle dichiarazioni del Presidente e del seguente dibattito, bisognerà comunque comprendere come sala d’Ercole continuerà i suoi lavori. Sul tavolo ci sono una quantità di leggi. Bisognerà affrontare la proposta di normativa sulle aree metropolitane, in arrivo c’è la legge sui contributi all’editoria locale licenziata in questi giorni dalla II e dalla III Commissione, ma bisogna più in generale affrontare il tema delle province e delle riforme in genere, correggere una serie di problemi creati da mozioni e documenti che vanno nella direzione contraria da quella indicata dalla giunta e che sono stati approvati dall’Ars come avvenuto, ad esempio, ieri quando il Parlamento ha detto si alla modifica del sistema di incassi regionali provenienti dalla revisioni auto, nonostante il parere contrario dell’assessore all’economia Luca Bianchi.

Ma su tutto ci sono il documento di programmazione finanziaria ed il bilancio di previsione. Di quest’ultimo oggi si torna a discutere in Commissione bilancio. Sono leggi da far tremare i polsi, viste le tante difficoltà a chiudere il bilancio, e per le quali si avvicinano le scadenza. Resta poco più di un mese a meno di non voler ricorrere nuovamente all’esercizio provvisorio, cosa che, con le elezioni europee che incombono, quasi tutti i partiti vorrebbero evitare ad iniziare proprio dal governatore.

Ma la situazione politica appare troppo tesa per affrontare nodi importanti. C’è la spaccatura nei Drs legata alla vicenda Forzese ma anche al nuovo ‘affaire’ Savona con quest’ultimo sospeso dalle cariche. C’è il Pdl in fibrillazione che ieri ha tenuto una lunga riunione per scegliere la linea politica condivisa. Si è parlato della mozione di sfiducia targata 5 stelle e firmata da almeno un deputato Pdl e condivisa da altri ma non da tutti e si è scelto di soprassedere. Qualsiasi scelta è stata rinviata alla prossima settimana e sarà presa in base a quanto dirà il presidente Crocetta venerdì in aula riferendo sulla crisi di governo. E proprio in questo clima si va a riformare la I Commissione dove la decadenza di Forzese e compagni ha fatto cambiare gli equilibri. Drs e 5 stelle hanno perso un componente ciascuno a vantaggio di gruppo misto (tocca a Cimino andare in commissione)  e articolo 4 (Paolo Ruggirello il componente indicato). Confermati tutti gli altri ad eccezione proprio dei Drs che lasciano da parte sia Savona che il contestato Forzese ed indicano il capogruppo Picciolo.

Il rinnovo della Commissione Affari Istituzionali potrebbe essere anche il modo per “risarcire” Antonello Cracolici per la vicenda che lo ha portato alle dimissioni dalla presidenza della Commissione Spending review. Potrebbe toccare a lui la presidenza della I, ma bisogna comprendere chi dei tre componenti Pd dovrà farsi da parte.

Intanto oggi pomeriggio l’aula torna a riunirsi sperando di concludere qualcosa. All’Ordine del giorno c’è la legge voto per modificare lo Statuto siciliano per inserirvi il ripudio della mafia. ma gli occhi restano puntati sulla capigruppo e sulle sue decisioni in merito di calendario dei lavori e, di conseguenza, sulle ricadute che questo potrà avere sui difficili rapporti all’interno di maggioranza e opposizione.