Ciro Caravà è stato assolto: l’ex sindaco di Campobello di Mazara, nel trapanese, è stato giudicato dal tribunale di Marsala per l’accusa di concorso in associazione mafiosa.

Il collegio giudicante presieduto da Gioacchino Natoli ne ha ordinato l’immediata scarcerazione. Caravà era stato arrestato il 16 dicembre nell’ambito di un’operazione antimafia insieme agli ex consiglieri comunali di maggioranza Antonio Di Natale e Giuseppe Napoli.

I tre erano accusati di aver preteso delle somme di denaro da un imprenditore di Mazara del Vallo, Vito Quinci: secondo l’accusa i politici avrebbero voluto soldi in cambio del voto favorevole in Consiglio comunale sulla delibera sulla concessione edilizia per la costruzione di un albergo da costruire nella frazione balneare di Tre Fontane.

Caravà era alla guida di una giunta di centrosinistra. Fu rinviato a giudizio il 7 dicembre 2012. Il Comune venne stato sciolto per infiltrazioni mafiose il 27 luglio 2012. L’ex primo cittadino secondo l’accusa, avrebbe intrattenuto rapporti con esponenti della locale famiglia mafiosa capeggiata da Leonardo Bonafede, anch’egli rinviato a giudizio e oggi assolto dall’accusa di intestazione fittizia di beni. Il processo fu istruito in seguito all’inchiesta della Dda di Palermo che il 16 dicembre 2011 sfociò nell’operazione antimafia ”Campus Belli”.

Il processo si è aperto l’8 febbraio dell’anno scorso. Al centro delle indagini, avviate nel 2006, c’era uno dei ”sodalizi criminali” considerato tra i più vicini al boss latitante Matteo Messina Denaro. Secondo gli investigatori, la famiglia mafiosa di Campobello di Mazara avrebbe mantenuto uno stretto collegamento con Messina Denaro e, ”attraverso un pervasivo controllo del territorio”, sarebbe riuscita, secondo i magistrati a ”infiltrare progressivamente le attività imprenditoriali ed economiche dell’area”