E’ stato assolto con formula piena il Tenente G. V. dopo un lungo processo per appropriazione indebita. La vicenda risale al dicembre 2009 quando l’uomo lavorava per la KSM security ed era distaccato presso la Vigilpol srl di cui la stessa KSM era socia di maggioranza. Secondo l’accusa avrebbe sottratto alle casse aziendale circa trecento mila euro.

L’ammanco venne riscontrato in bilancio ed il tenente venne licenziato e denunciato. Attraverso le indagini vennero passati al setaccio i conti correnti dell’imputato e della moglie. Ma gli inquirenti scoprirono che la realtà era ben diversa da quella descritta dalla parte lesa.

Infatti emerse che la Vigilpool utilizzava denaro in contanti per pagare lavoratori in nero. In nero perfino l’esattore che aveva il compito di recuperare il denaro dai clienti morosi. Nella cassa dell’azienda quindi questo denaro in uscita insieme ad altri esborsi non veniva contabilizzato. Invece i movimenti bancari dell’imputato non presentavano nessuna irregolarità.

La Vigilpool e’ ormai in liquidazione dal 2010 ma versava già in condizioni disastrose dal 2005. L’imputato sin dall’inizio si era dichiarato innocente e vittima di una macchinazione per nascondere le illegittimità dell’azienda.

Un lavoratore usato come parafulmine la cui vita e’ stata fortemente provata dal licenziamento e dal processo a tal punto da subire due infarti. Adesso il Tenente e’ intenzionato ad impugnare il licenziamento. La Vigilpool, durante il processo, aveva anche tentato di pignorargli la liquidazione perdendo in entrambi i gradi di Giudizio.

La KSM non ha mai pagato la suddetta liquidazione e a proposito di questo e’ in corso un contenzioso con il dipendente dinnanzi al Giudice del Lavoro.