Dal prossimo giovedì, i 150mila cittadini dei 52 comuni della provincia di Palermo non avranno più acqua nelle loro abitazioni. A lanciare l’allarme sono i sindaci dell’Ato Idrico della provincia di Palermo e i sindacati di categoria che, oltre alle preoccupazioni per le ricadute occupazionali, affermano: oltre 100 impianti di depurazione e di sollevamento dei liquami verranno bloccati con possibili gravissime conseguenze di carattere sanitario e ambientale e ripercussioni sulla salute pubblica.

Queste “sono le conclusioni di una vicenda che ormai si trascina da mesi – scrivono in una nota – e per la quale né l’Assemblea regionale siciliana, che non ha ancora approvato il disegno di legge di riordino del Servizio Idrico Integrato, né il governo regionale hanno trovato una soluzione definitiva”.

Secondo i sindaci e sindacati, “a seguito della rinuncia della società Onda Energia, aggiudicatrice del servizio e unica partecipante al bando di gara attivato dall’ATO Idrico, diventa decisivo l’intervento del presidente della Regione Sicilia al quale si chiede di adottare l’unica soluzione oggi possibile, e cioè l’emissione di una ordinanza avente carattere urgente e contingibile per affidare a terzi la gestione di un servizio pubblico essenziale“.

Al governatore e al prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, l’assemblea chiede un incontro urgente per lunedì.