Ennesima sciatteria del governo che nuoce ai siciliani”. Protestano così due deputati Ncd, il capogruppo Nino D’Asero e Vincenzo Vinciullo, denunciando che il ddl per l’esercizio provvisorio non è ancora stato presentato in commissione Bilancio.

“Questo – dicono i due – rischia di far saltare i tempi e l’approvazione prevista entro il 30 del mese. Con tutte le conseguenze negative che graverebbero su servizi e su molti stipendi”.

Proteste d’opposizione a parte la situazione appare sempre più complessa. Oggi la giunta deve tornare a discuterne ma il documento presentato dall’assessore Baccei sembra non essere ‘discutibile’. Insomma l’uomo venuto dal freddo ha fatto i suoi conti e le soluzioni sono due: o la giunta approva il bilancio lacrime e sangue che ne viene fuori oppure lui non appone la sua firma con tutto ciò che ne consegue.

Una situazione di stallo ‘assoluto’ che rischia di protrarsi. Se oggi i sei assessori ‘reticenti’ a mettere la faccia su un bilancio ci ‘licenziamenti’ non si convinceranno a farlo, c’è il rischio che neanche l’esercizio provvisorio arrivi ai aula per tempo.

Di fatto se non viene consegnato entro oggi alla Commissione bilancio il documento di previsione economica e finanziaria con annesso il disegno di legge di esercizio provvisorio, la Commissione bilancio rischia di nona vere il tempo di analizzare la norma che dovrebbe andare a sala d’ercole il 30 dicembre, termine ‘penultimo’ per la sua approvazione.

A conti fatti se il documento arriva stasera la Commissione dovrà lavorare 23 e 24 dicembre quindi anche alla vigilia di natale e chiudere tutto lunedì 29 dicembre per mandare in aula la norma entro i termini per gli emendamenti. All’aula resterebbero tempi strettissimi. il 30 dicembre l’apertura della discussione, il termine per gli emendamenti d’aula, ristretto al massimo, non potrebbe andare oltre la mattina del 31 e la vigilia di capodanno si lavora per l’approvazione.

Così facendo l’esercizio provvisorio arriva sul filo di lana e la regione riparte dopo metà gennaio. Ma se entro oggi non arriva nulla in Commissione neanche questi tempi potranno essere rispettati e l’esercizio provvisorio potrebbe slittare a gennaio. si tratterebbe di una nuova violazione di legge.

Non parliamo di violazione dello Statuto e di scioglimento perché parlarne secondo Crocetta è attentato alla Costituzione ma di fatto, in teoria, la violazione c’è tutta. probabilmente non c’è la ‘persistente grave violazione’ così come è definita dallo Statuto ma non mancano neanche i precedenti da parte di questo governo e questo Parlamento che per tutto il 2014 ha viaggiato sul filo della violazione perpetrata e non sanzionata in materia economico finanziaria.

Davvero complesso capire cosa accadrà: se da Roma puntano di più ai tagli ed ai licenziamenti in Sicilia come apripista o se, invece, pensano ad un commissariamento reale. Di fatto il ‘non commissario romano’ Baccei ha già messo le mani su tutto tagliando con la mannaia e non intende ascoltare niente e nessuno. le polemiche sono solo strumentali e parlare di bilancio è improprio visto che solo lui conosce i conti e nessun altro non essendo stato presentato alcun documento.

Però i conti filtrano, anche fra le smentite. Ed anche ciò che viene smentito oggi, trova conferme domani. Il buco totale è da 3 miliardi e 600 milioni di euro. I tagli fin qui previsti sono da 2 miliardi e cancellano partecipate, finanziamenti, straordinari del personale e piano di lavoro, 800 posti da dirigente e così via. se si dovessero tagliare ancora fondi per 1 miliardo i licenziamenti sarebbero inevitabili a cominciare dai precari.

E nessuno, ancora, ha fatto davvero i conti con la revoca dei fondi Pac senza i quali non mancheranno solo servizi, assistenza, opere pubbliche e cantieri, ma forse anche altro.

“Sul bilancio regionale siamo pronti al confronto – manda a dire al governo la Cgil – sapendo che i tempi sono brevi e la strada stretta. In ogni caso non consentiremo altra macelleria sociale. Non è accettabile -. dice il segretario generale, Michele Pagliaro – che al centro della spending review ci siano sempre i lavoratori quando in continuazione emergono scandali che danno il senso che il vero buco nero della Sicilia e dell’Italia sono la corruzione e l’illegalità e le mancate riforme”.

“Se è vero che il governo Crocetta ha ereditato una situazione difficile è altrettanto vero che il suo immobilismo, dopo due anni, non ha risolto niente ha anzi allargato le falle del bilancio. Chiediamo da anni- aggiugeo- la trasparenza dei conti , un’operazione verità sul bilancio, così come di intervenire sulla partita dell’acquisto dei beni e dei servizi e sugli appalti, ambiti dove si annidano sprechi e corruzione. E’ ad esempio inconcepibile che un governo della legalità- ha sottolineato Pagliaro- non abbia ancora una centrale unica degli appalti”.

Ma da Roma arriva l’ennesimo segnale di una tendenza sempre più chiara. La strada per il risanamento secondo i governi nazionale e regionale passa attraverso i licenziamenti di personale a cominciare dal mancato rinnovo dei contratti ai precari. E il primo atto si sta già consumando. La competente Commissione del Senato ha, infatti, bocciato l’emendamento alla legge di stabilità che permetteva di derogare alla legge D’alia e prorogare i contratti dei precari per un anno. In assenza di questa norma i comuni in dissesto e pre dissesto non potranno procedere con le proroghe.

Dei 390 comuni siciliani 25 sono in dissesto e fra questi bagheria, Comiso e Ispica fra i più grandi, mentre altri sono in pre dissesto ed a rischio ci sono anche i conti del Comune di Catania. sono almeno 2500 i precari che potrebbero,. dunque, perdere subito il posto di lavoro dei 22.500 impiegati dai comuni dell’isola. il primo colpo di spugna al lavoro pubblico è in arrivo.

“Come già sapevamo il decreto D’Alia sta spingendo quasi duemila precari degli Enti locali siciliani sull’orlo del baratro -. conferma la Uil – e il Governo Renzi non ha fatto nulla per evitarlo”.

“Chiediamo subito un intervento del Governo Crocetta – aggiunge Luca Crimi della Uil Fpl  – che scongiuri questa emergenza. La Regione la smetta con le beghe politiche e pensi alle migliaia di famiglie, da mesi senza stipendio e nella più totale incertezza sul futuro, che si preparano a festeggiare il Natale nella disperazione. I siciliani, tutti i lavoratori hanno bisogno di riposte concrete e subito”.