Riunione di giunta fiume a Palazzo d’Orleans, col governo alle prese con la manovra finanziaria. Dopo aver varato in poco più di un’ora e mezza provvedimenti attesi da un anno e mezzo, la giunta si è arenata sulla discussione della bozza di bilancio.

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La legge di stabilità regionale è forse la più difficile della storia dell’autonomia o di quel che ne resta. Ieri a tarda ora l’esecutivo aveva affrontato meno della metà della manovra e non senza tensioni.

I lavoro proseguono oggi ma non è certo che si riesca a liberare il documento in giornata. In questo caso la giunta potrebbe essere aggiornata a lunedì o, forse a martedì, per completare i suoi lavori che sono preliminari rispetto all’avvio della manovra vera e propria davanti commissione Parlamento.

 Tra le norme più difficili e contestate quelle sulla riduzione del numero dei consiglieri comunali e delle loro indennità e quella che viene definita, con un eufemismo, l’armonizzazione delle pensioni dei 20 mila dipendenti della Regione a quelle degli statali.

Intanto passano in giunta proprio le norme sui tagli ai Comuni. Il governo Crocetta, durante la notte, ha approvato la riduzione dei compensi per i consiglieri comunali, che non potranno superare il 30% delle indennità degli assessori. Via libera anche agli articoli sui tagli a varie voci del salario dei dipendenti della Regione, sull’equiparazione del trattamento pensionistico dei regionali a quello degli statali e sui prepensionamenti all’interno di un piano quinquennale. Approvate anche le norme che riguardano i forestali, l’Esa e i Consorzi di bonifica.

Cosa ci sia nella finanziaria, oltre quanto già approvato, lo aveva detto già ieri il presidente della Regione lasciando comprendere chiaramente che non si tratta su nulla.

oltre ai tagli ai compensi dei consiglieri comunali (che presenteranno ricorso per illegittimità dei provvedimenti), prepensionamenti di regionali e dipendenti di enti e partecipate con fuoriuscite in un quinquennio (già consumata la spaccatura con i sindacati e indetto lo sciopero per fine marzo), equiparazione del trattamento di quiescenza a quello dei dipendenti dello Stato (altri ricorsi garantiti sul diritto acquisito).

Scontro confermato con i sindacati e con tutta la categoria dei dipendenti pubblici di ogni ordine e grado. Il governo prevede un piano quinquennale di prepensionamenti. Chi andrà in pensione quest’anno “non ricevera’ alcuna penalizzazione” assicura Crocetta, chi farà domanda di prepensionamento entro la fine di quest’anno, avendo i requisiti per farlo nell’arco del quinquennio, verrà incentivato. Ma il rischio che l’equiparazione ai parametri statali si concluda con un taglio delle pensioni già esistenti nonostante i contributi versati esiste.

“Mi pare che ci siano tutte le condizioni per favorire quello sfoltimento della macchina amministrativa più volte raccomandato dalla Corte dei Conti e che il governo non vuole più rinviare -dice Crocetta -. Deve essere chiaro che non stiamo tagliando diritti ma stiamo eliminando privilegi. Tutto ciò è necessario per sostenere le fasce sociali più deboli e incentivare lo sviluppo”.

“Nella finanziaria – prosegue Crocetta – stiamo mettendo insieme politiche di austerità e di tagli agli sprechi, misure di semplificazione della spesa e delle autorizzazioni che possono favorire gli investimenti e incentivare le assunzioni di disoccupati per sostenere quei processi positivi che sono già stati avviati negli ultimi due anni e che hanno portato a un aumento del Pil dello 0,2% e a prevedere per il 2015 un incremento dello 0,6% che noi vogliamo ulteriormente spingere verso l’alto”.