Il pubblico ministero della Procura di Caltagirone, Anna Andreatta, questa mattina non aveva ancora formulato i capi di imputazione contro Salvatore Vaccaro e Nicola Arboscelli, i due attivisti arrestati ieri sera a Niscemi dopo il blitz nella base militare di contrada Ulmo dove dovrebbe essere realizzato l’impianto Muos della Marina Usa.

Gli avvocati Paola Barrano e Luigi Cinquerui che li assistono, questa mattina sono andati a trovarli nel carcere di Caltagirone dove sono detenuti in attesa che entro domattina, alle 11, il gip convalidi o meno il loro fermo di polizia giudiziaria convertendolo in arresto. Mancando ufficialmente i capi di imputazione, gli avvocati difensori non hanno ancora potuto stabilire la linea difensiva, ma all’atto del fermo di polizia venivano contestati i reati di resistenza a pubblico ufficiale e violazione di area di interesse militare. Informalmente si sa che il pubblico ministero a riprova delle accuse produrrà dei video che dimostrino la resistenza agli agenti di polizia. La difesa ha chiesto di poterne produrre in aula altri.

“I nostri assistiti stanno bene – dice Paola Barrano – ci hanno informato che sono da ieri in sciopero della fame e che cominceranno quello della sete nel caso venga convalidato il loro fermo”.
Davanti alla base militare di Niscemi, intanto, il presidio dei No Muos continua. “Fino a questa mattina – dice una delle manifestanti – abbiamo visto entrare nella base un furgone con decine di giovani militari che poi, come accaduto nel blitz di ieri, non si occupano della sicurezza della base ma scompaiono in quelli che immaginiamo siano dei laboratori”.