Lo scenario sui dati economici della Sicilia è al limite del tragico. Questa mattina a Palazzo Branciforte a Palermo, la Fondazione Res ha presentato l’ottavo numero di CongiunturaRes, un documento sulle recenti stime sull’andamento dell’economia regionale nella recessione in atto, che manifesta sintomi più marcati di quanto espresso dai precedenti scenari di previsione, e un focus dedicato all’andamento della spesa regionale in conto capitale negli ultimi anni.

Alla presentazione sono intervenuti Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia; Adam Asmundo, responsabile delle Analisi Economiche della Fondazione Res e di CongiunturaRes; Giuseppe Arrica, direttore della sede di Palermo della Banca d’Italia, Roberto Helg, presidente della Camera di Commercio di Palermo; Fabio Mazzola, preside della Facoltà di Economia dell’Università di Palermo. In prima fila il ministro il Ministro per la Coesione territoriale, Carlo Trigilia.

“E’ il momento peggiore, il periodo più buio. Stiamo attraversando il momento economico più difficile dal dopoguerra”. E’ il commento di Adam Asmundo. L’economista sottolinea il calo del Pil reale pari al 3,8% rispetto al 2012 e segnala la Sicilia come la regione che detiene il primato nazionale di chiusura delle imprese: 1.557 piccole aziende chiuse nell’ultimo anno.

Nei primi cinque mesi del 2013 il numero delle ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni in Sicilia ha registrato un aumento del 7,4%, un più 25% quella ordinaria mentre un più 56,7% quella in deroga. Aumentano le persone in cerca di occupazione, un più 4,1%. Nel primo trimestre del 2012 la disoccupazione è aumentata dell’1,9% raggiungendo il 20,7%.

Secondo l’analisi congiunturale della Fondazione Res, la situazione economica della regione attraversa il suo punto più critico, risentendo pesantemente della crisi di domanda, sia nella componente interna , sia sul versante delle esportazioni. Tra le principali cause della riduzione della spesa per le famiglie troviamo il calo dell’occupazione e la diffusa incertezza sul futuro.

Presentato anche un focus sul bilancio della Regione Siciliana. Il debito regionale, dopo la lieve flessione del 2009, è in continua crescita e nel 2012 raggiunge i 5 miliardi di euro (circa il 6,6% del PIL regionale).

A margine della presentazione, il ministro Trigilia ha commentato i dati con i giornalisti. “Il Mezzogiorno è in uno stato di grave crisi. In questo momento la nostra ipotesi è che i fondi che sono a rischio debbano essere orientati verso obiettivi di politiche antirecessive”. “Bisogna intervenire soprattutto sull’occupazione giovanile – ha aggiunto il ministro-, dare respiro alle imprese e alle economie locali”.