“In un periodo di deflazione, in cui i prezzi diminuiscono, i salari e le pensioni sono ferme e siamo nel pieno di una intensa stagione per rinnovare contratti bloccati da anni, aumentare le tariffe di un bene primario come l’acqua e’ in controtendenza con il contesto generale di crisi del Paese.
Figuriamoci quanto questo sia inspiegabile a Palermo, dove l’aumento del 18 per cento sara’ un’altra batosta che incidera’ su migliaia di famiglie in difficolta’”.

Lo dice il segretario della Cgil di Palermo Enzo Campo.

Piuttosto che puntare unicamente all’aumento del costo dell’acqua, le aziende del settore idrico dovrebbero mirare all’efficienza gestionale, riducendo le perdite che nella provincia di Palermo in alcuni casi raggiungono punte del 70 per cento – continua Campo -. Del resto l’Authority ha legato gli aumenti delle bollette agli investimenti da realizzare. Per ricordare solo un caso emblematico, che abbiamo denunciato tante volte, ci sono i settecento litri al secondo che si perdono dalla condotta di Scillato e finiscono a mare, a causa di una frana sulla rete. E parliamo di acqua minerale, che non ha bisogno di trattamenti. I settecento litri al secondo che si perdono potrebbero servire a coprire un fabbisogno pari al 20 per cento delle utenze di Palermo. La giunta regionale ha finanziato il progetto con 4 milioni 880 mila euro, di cui 3 milioni 407 a
carico della Regione e 1 milione e 472 mila euro a carico di Amap. Ma i lavori per la costruzione della nuova condotta non sono mai partiti malgrado i soldi siano stati gia’ stanziati”.