L’ Atlante dell’Infanzia in Italia di Save the children rivela delle tristi verità.Il disagio economico aumenta e la regione più povera della Penisola è proprio la Sicilia, con 175 mila minori poveri, quasi un bambino su cinque.

Livelli elevati anche in Puglia, Calabria e Campania (rispettivamente 15,5, 12,9 e 11,7 per cento). L’incidenza è pesante anche al Nord: in Lombardia sono 150 mila i minori in povertà assoluta, quasi uno su dieci. In Piemonte l’incidenza è di 8,1 per cento. I principali fattori di povertà. Vivere in famiglie numerose, immigrate, giovani, monogenitoriali, con bassa istruzione aumenta il rischio di povertà per un minore. Nel 2012, ad esempio, la povertà assoluta è cresciuta in modo significativo tra le famiglie con due e tre figli minori (rispettivamente +4,2 e +6,2 per cento).

L’aumento è nell’ordine del 3,3 per cento tra le famiglie monogenitore e del 3,1 per cento in famiglie con a capo una persona con la sola licenza media. Un numero crescente di bambini in poverta’ assoluta ha genitori giovani, sotto i 35 anni (+2,8 per cento) e, come in tutti i paesi europei, i bambini nati all’interno di famiglie straniere sono più esposti. Carrello sempre piu’ vuoto. Tra il 2017 e il 2012, la spesa media mensile dei nuclei con bambini si è ridotta di 138 euro (pari al 4,6 per cento), quasi il doppio rispetto a quanto accaduto sul totale delle famiglie.  I tagli hanno colpito soprattutto abbigliamento, mobili ed elettrodomestici, cultura, tempo libero e giochi: quelli piu’ consistenti si registrano al Sud e al Centro (rispettivamente – 2,56 e 1,82) per quanto riguarda il vestiario, al Nord per la sanità (-0,66 per cento). Una precaria condizione abitativa. Dal 2003 al 2012 sono raddoppiati gli sfratti per morosità (+116 per cento).

Solo negli ultimi 5 anni ne sono stati emessi quasi 300 mila e 100 mila sono stati eseguiti. Nel 2012 le ingiunzioni per morosita’ hanno superato, per la prima volta, quota 60 mila. Nel 62 per cento delle famiglie sotto sfratto, secondo un sondaggio Sunia-Cgil, sono presenti figli a carico, per due terzi minorenni. Un’ incertezza abitativa che va di pari passo con la precarietà di molte sistemazioni . Circa un milione e 344 mila tra bambini e ragazzi vive in situazioni di particolare disagio, come sovraffollamento, alloggi privi di alcuni servizi o con problemi strutturali. L’aumento sul 2007 è del 25 per cento. Al Sud le difficolta’ maggiori, che riguardano un bambino su cinque. Lavoro precoce. Oltre il 40 per cento dei 14-15enni sono impegnati in occupazioni occasionali di brevissima o breve durata, ma uno su 4 svolge attività regolari di lunga durata. Circa 30 mila ragazzi tra i 14-15enni svolgono inoltre lavori in alternativa alla scuola, al riposo e allo svago, quando non moderatamente pericolosi, in contesti al limite dello sfruttamento. La versione integrale dell’Atlante è scaricabile dal sito di Save the children.