Ieri, durante il corteo della Cgil a Palermo, sono state bruciate le bandiere di Cisl e Uil, sindacati contrari alla decisione di scendere in piazza e di indire uno sciopero generale contro la manovra, perché “strumentale”, “inutile” e “politico”.

Il gesto è stato condannato dalla Cisl Sicilia, perché testimoniano “un cordone ombelicale che lega assieme, sulla deriva dell’antagonismo, Cgil, Fiom e centri sociali”. E si chiede, quindi, che “la Cgil prenda le distanze senza se e senza ma, da fatti che, oggettivamente, sono antidemocratici e incivili”.

Ma non solo sono state bruciate le bandiere dal cosiddetto ‘spezzone sociale’, ma sono stati lanciati improperi all’indirizzo dei segretari generali delle due oranizzazioni sindacali: “Non c’è posto per gli infami Bonanni e Angeletti“. Inoltre, sono state lanciate uova contro la Mondadori Multicenter di via Ruggero Settimo.

Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, ha affermato: “La Cgil non può nutrire chi brucia bandiere e, con le bandiere, i valori di rispetto e tolleranza che fondano la nostra democrazia. Prenda le distanze senza se e senza ma”.

La condanna della Cgil, comunque, è arrivata. Il segretario regionale Mariella Maggio, infatti, ha dichiarato: “Non possiamo che condannare episodi come quelli avvenuti a Palermo, di bandiere bruciate in piazza e altri atti di violenza. Si tratta comunque di fatti che non hanno niente a che vedere con la nostra protesta“.

Inoltre, Maggio ha sostenuto che “associare la Cgil a episodi di questo genere, come insinua la Cisl, è scorretto”.

WG